Bufera Reggio Children. In arrivo ospiti da Israele. Trecento sfilano in corteo: "Sionisti fuori dalla città"

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Domani una delegazione di 22 insegnanti arriverà al Centro Loris Malaguzzi. ProPal in marcia: "L’istruzione deve restare un diritto, non un privilegio".

Domani una delegazione di 22 insegnanti arriverà al Centro Loris Malaguzzi. ProPal in marcia: "L’istruzione deve restare un diritto, non un privilegio".

Domani una delegazione di 22 insegnanti arriverà al Centro Loris Malaguzzi. ProPal in marcia: "L’istruzione deve restare un diritto, non un privilegio".

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di Giulia Beneventi

"Ci rendiamo conto che nella città della giunta erede di Delrio sia un concetto difficile da comprendere, ma antisemitismo e antisionismo non sono la stessa cosa". Alessia Manera, in rappresentanza dell’Assemblea Reggiana per la Palestina, è al centro di piazza Del Monte; attorno a lei si sono già radunate circa centocinquanta persone. Sono le tre del pomeriggio di ieri, sabato 10 ottobre, e nell’arco di mezz’ora le persone pronte a prendere parte al corteo diventano circa il doppio. L’obiettivo della protesta è noto in città e guarda dritto a domani, lunedì 12 ottobre, quando una delegazione di scuole ebraiche da Israele raggiungeranno il Centro Internazionale Loris Malaguzzi per un’esperienza formativa sul Reggio Approach, in collaborazione con Reggio Children.

In principio gli ospiti dovevano essere poco più di novanta, tra scuole ebraiche israeliane e americane, ma con l’avvicinarsi della data di arrivo della delegazione in città la temperatura è salita al punto da far rimandare alla delegazione americana la propria visita. Quest’ultima ha espresso il suo disappunto e la speranza "di avviare un nuovo dialogo per poter continuare a lavorare insieme". Sono 22 quindi gli insegnanti ed educatori israeliani che da domani al 16 ottobre soggiorneranno a Reggio. La levata di scudi, partita in primis delle associazioni ProPal cittadine, nasce dai legami che sussiterebbero tra le scuole interessate e l’Idf (Forze di difesa israeliane, ndr).

Reggio Children questo lunedì ha presentato un documento da sottoporre a tutti gli ospiti internazionali, una carta dei valori che richiede ai partecipanti un impegno personale ed esplicito su diversi punti chiave. Tra questi, il rispetto dei diritti umani e ripudio della violenza e della guerra e la condanna del genocidio e di ogni forma di discriminazione. "Se è vero che hanno firmato, sono i benvenuti – afferma Cosimo Pederzoli, attivista ProPal che per primo ha sollevato dubbi sul tema –. Serve in ogni caso un monitoraggio più profondo sulle delegazioni in visita in città, a partire da quelle che arriveranno in primavera".

Dopo la protesta di lunedì pomeriggio davanti al Loris Malaguzzi, nel giorno esatto della presentazione della carta dei valori di Reggio Children, ieri trecento persone in corteo hanno percorso il centro storico da piazza del Monte, con sfilata sotto il Municipio e poi lungo la via Emilia, passando poi per la stazione fino a raggiungere, di nuovo, viale Ramazzini e il Malaguzzi. "Nessuna delegazione sionista di nessun tipo deve poter entrare dentro le nostre scuole e trasformare l’istruzione e il Reggio Approach in un privilegio, anziché un diritto" prosegue Manera: "Reggio Emilia ha 26mila minori sotto i 17 anni, 21mila sono quelli accertati morti sotto le macerie di Gaza: è come se in questa città non ci fossero più bambini, come se tutte le scuole fossero vuote – conclude –. Non c’è spazio per dire che se si firma un ipotetico appello generico, allora dobbiamo accogliere tutti".

Alla conclusione di tutti gli interventi, compresi quelli a nome del collettivo studentesco Rabun e di Fronte Comunista, la manifestazione ha preso il via con la marcia scandita dalle musiche della Murga L’Oka. Il corteo si è svolto senza particolari disordini raggiungendo così il punto d’arrivo, zona viale Ramazzini e piazzale Europa, con altri interventi proprio davanti al Centro Internazionale Loris Malaguzzi. In previsione dell’arrivo della delegazione, domani non sono previsti particolari misure di sicurezza che vadano oltre l’ordinarietà. A ieri pomeriggio, infine, non risultavano avanzate altre richieste di permessi per presidi e sit-in nella zona interessata.

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