AVIANO - «Affittiamo soltanto ad americani». Una frase che ha trasformato la ricerca di Maria Ariano, sacilese ma residente da quattro anni ad Aviano, in un vero e proprio incubo. È da quattro mesi, infatti, che la 71enne sfoglia annunci sui social e contatta agenzie del territorio per trovare un alloggio che possa accogliere sua figlia e i nipoti di ritorno dagli Stati Uniti. Tuttavia, «mai avrei pensato che la ricerca potesse essere così difficile, anzi – precisa Maria, a metà tra il disperato e il furibondo –, totalmente impossibile».
Rigidi criteri
Il copione è sempre lo stesso: una volta imbattutasi in un annuncio o in una casa con il cartello “Affittasi”, Maria non si lascia sfuggire l’occasione e prende rapidamente la cornetta per contattare l’agenzia o il proprietario dell’alloggio. «Non mi lasciano neanche finire la frase che mi bloccano subito dicendo che non affittano agli italiani» racconta, sia che si parli di alloggi ad Aviano, sia nella zone limitrofe (come Marsure o San Martino). «Per non parlare dei costi stratosferici che ti chiedono: non si trova niente sotto i mille euro». Tra i tanti annunci, un open space con angolo cottura, camera e bagno, per un affitto totale di 950 euro al mese. Una situazione che si protrae da maggio e che sembra non avere fine. A peggiorala sono anche i criteri che i proprietari impongono ai potenziali inquilini: niente animali, niente fumatori, meglio se una coppia senza bambini. Ad oggi, la figlia e i nipoti di Maria, tornati in Italia dopo trent’anni vissuti negli Stati Uniti, si trovano ad alloggiare in albergo, pagando oltre 1.000 euro per due camere. «Anche settembre sarà così molto probabilmente e non sappiamo fino a quando andrà avanti questa situazione».
La ricerca
«Abbiamo provato ad abitare tutti assieme nel mio appartamento – continua Maria –, ma è troppo piccolo e presenta l’aria condizionata solo nella mia camera. La convivenza era impossibile, ci scannavamo». Rispetto all’alloggio dove abita tutt’oggi, la 71enne dice di essere stata «fortunatissima». Rispetto alla proprietaria, invece, «una persona squisita, che mi ha chiesto un prezzo abbordabile» e che, quando le ha chiesto il motivo della differenza dell’affitto rispetto alle cifre folli di tanti altri, quest’ultima le ha risposto: «Io non sono mica una ladra». L’unica occasione nella quale Maria è riuscita a prendere un appuntamento per vedere una casa nella zona di San Giovanni di Polcenigo è stata il 22 di maggio. «L’affitto richiesto era di 650 euro al mese, ma io avevo detto alla proprietaria che le avrei offerto anche 750 euro», afferma Maria, disposta a tutto per trovare un alloggio e che, con quel gesto, voleva dimostrare il suo interesse. Eppure, dopo avergli inviato una bozza di contratto, la proprietaria l’ha richiamata qualche giorno dopo dicendole che c’erano delle altre persone interessate e chiedendole inoltre di versare 1.500 euro di deposito cauzionale (impossibile da fare senza prima aver firmato il contratto, come nel suo caso). Accorgendosi dell’opposizione alla sua richiesta, la proprietaria non si è più fatta sentire. «Ci sono rimasta malissimo – commenta Maria –, ma neanche la legge permette di fare quello che mi ha chiesto».
La falsa ricchezza
Al di là della vicenda personale, però, Maria propone una riflessione di più ampio respiro: «Ammesso e non concesso che il libero mercato conceda ai proprietari di fissare il prezzo dell'immobile da locare, è ammissibile che dal mercato vengano esclusi a priori i cittadini italiani? Dopo tutto siamo in Italia». Rispetto, al “mito” che gli americani portano ricchezza, invece, la 71enne dichiara: «Un pensiero valido solo per i proprietari di case. Per tutto il resto è falso: loro non pagano né l’iva, né le accise».