TREVISO «O la situazione cambia, o noi molliamo». Giannandrea Dubbini, amministratore delegato del marchio Caffè Diemme Spa è lapidario: dopo l’aggressione ai danni di una dipendente sabato pomeriggio, sono in corso le valutazioni sul destino del bar della catena in via Roma. «I nostri operatori non possono essere esposti a questi rischi», continua Dubbini. Il riferimento non è solo all’episodio dello scorso fine settimana, ma anche ad una serie di vandalismi ai tavolini esterni all’angolo della stazione delle corriere ed altri episodi che, sommati, non fanno ben sperare. «Certo, se venisse ristabilita la zona rossa saremo favorevoli», precisa, reintroducendo il tema dei controlli rafforzati nel quadrante, che quindi si riconferma come uno dei più critici.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata proprio l’episodio di violenza che si è consumato lo scorso sabato, quando dopo le 17 una cliente di 24 anni di origine tunisina ha colpito con un calcio una cameriera di 19 anni, accusandola di non aver preparato un buon caffè matcha. Sul posto era intervenuta la polizia locale che aveva identificato bulla e vittima, che si è recata al pronto soccorso dove ha ricevuto alcuni giorni di prognosi per le botte subite. Da qui si è riacceso il dibattito sulla sicurezza in zona, in particolare dopo una certa ora della giornata (dal tardo pomeriggio in poi) e in alcuni giorni (nel fine settimana principalmente).
La security
L’azienda per tre settimane tra fine luglio e inizio agosto si era dotata anche di un vigilantes per monitorare la situazione all’ingresso. «Con la security abbiamo voluto dare un segnale - precisa Dubbini - ma dobbiamo guardare anche il punto di vista economico e noi abbiamo più sedi». Per questo il tempo limitato del provvedimento. «Chiaramente quello che accade è un problema sociale - precisa -. Il nostro non è assolutamente un atto d’accusa perché tutti si stanno adoperando per la sicurezza: dal Comune alle forze dell’ordine. Ma con la zona rossa ci può essere più presidio». Nei giorni scorsi, lo stesso sindaco Mario Conte aveva ribadito di voler incontrare il prefetto per richiederla. «Nelle prossime settimane incontrerò il prefetto per discutere anche della zona rossa - aveva detto il primo cittadino -. Sono favorevole alla sua reintroduzione dopo l'estate».
L’altro caso a Mogliano
Non l’unico episodio di violenza che si è consumato nelle scorse ore: a Mogliano sabato sera, un 34enne di origini nigeriane aveva aggredito un 14enne vicino al supermercato Cadoro di via Zermanesa. Il sindaco Davide Bortolato che si trovava sul posto, ha inseguito l’uomo e fornito le indicazioni alle forze dell’ordine per rintracciarlo, che lo hanno poi beccato e denunciato per resistenza a pubblico ufficiale.. «Ma non è possibile che questo individuo sia già libero - aveva detto indignato Bortolato -. È ora che chi di dovere limiti la libertà di questo individuo socialmente pericoloso che da settimane semina terrore in città». Proprio nelle scorse ore, le forze dell’ordine e lo stesso sindaco hanno ricevuto altre segnalazioni della presenza del 34enne lungo il Terraglio e in centro al Comune, ancora a piede libero. «Nelle prossime settimane vedrò di parlare con il prefetto - continua il sindaco - per vedere se almeno si possa prendere qualche provvedimento come il foglio di via, in modo che non torni più nel territorio».