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- Alberto Stasi, le suole e la prima inchiesta nel 2007: “La pm stoppò le perquisizioni. Le scarpe? Puzzavano di nuovo”
Il verbale dell’ex ufficiale Pizzamiglio reso in Procura a settembre torna a 19 anni fa. La prudenza della magistrata di Vigevano Rosa Muscio e quelle tre paia “senza neanche la polvere”

A lato, la pm Rosa Muscio nel 2007 fuori dalla villetta del delitto Sopra, le Lacoste bronzo di Stasi

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Garlasco (Pavia), 2 ottobre 2026 – “La dottoressa Muscio aveva anche stoppato alcune attività investigative”. Non accolse il suggerimento del Ris e non decretò tempestivamente la perquisizione in casa di Alberto Stasi alla ricerca delle scarpe. Quando queste, finalmente, arrivarono, apparvero subito nuove di pacca, “puzzavano di nuovo”. Marco Pizzamiglio, ex ufficiale del Ris di Parma, viene ascoltato la mattina dello scorso 25 settembre, in Procura a Pavia, dai sostituti procuratori Valentina De Stefano e Giulia Rozza. Le scarpe sono uno dei punti nodali del dramma di Garlasco. Il processo a Stasi ha ruotato a lungo attorno alle Lacoste color bronzo che l’ex bocconiano dichiarò di avere ai piedi quando, il 13 agosto del 2007, entrò nell’abitazione della fidanzata Chiara Poggi e sulla possibilità che avessero mantenuto la suole intonse anche dopo avere attraversato uno scenario insanguinato.
Il rilievo critico
Davanti alle magistrate pavesi, che iniziano ad ascoltarlo alle 10.33, Pizzamiglio mette a verbale un rilievo critico all’operato della pm di Vigevano, Rosa Muscio, titolare all’epoca delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. “La dottoressa Muscio non solo non voleva che facessimo le analisi, ma aveva stoppato anche alcune attività investigative, perché uno dei suggerimenti, siccome c’erano queste grosse impronte di scarpa e noi avevamo una buona esperienza anche con altri casi per fare l’attribuzione, quella col luminol, la dimensione della scarpa, il disegno della scarpa per fare l’attribuzione, oppure se nel carro armato di una ... nella suola della scarpa c’è qualche piccolo difetto si va a rilevare eccetera eccetera.

Andrea Sempio, l'impronta della scarpa a pallini e l'impronta 33
Asperità sulle suole
Non sono analisi univoche come quelle del Dna o delle impronte, ma sono in alcuni casi molto affidabili, proprio se ci sono piccole asperità sulla suola ... e la dottoressa non ci autorizzò, cioè non autorizzava una perquisizione a casa di Stasi, che era indagato per trovare le scarpe (...). Perché poi le avevamo detto: ‘Dottoressa, se vuole la comparazione ... cosa più ...’. E anche quello l’ha autorizzato all’improvviso e molto dopo, non so dire quanto tempo dopo, però dopo ... Noi in genere siamo abituati queste cose a farle a ferro .. a ferro caldo”.
Tre paia di scarpe
Pizzamiglio viene avvertito da Pavia: andranno a prendere le scarpe di Stasi che gli saranno poi consegnate per le analisi alla ricerca di eventuali tracce di sangue. “Sono venuti subito con tre paia di scarpe, ma sicuramente non erano quelle indossate da Stasi perché erano nuove di pacca, cioè puzzavano proprio di nuovo, Io ho fatto la diagnosi, era negativa, ho anche ... diciamo me la sono presa un po’ con gli operatori .. gli ho detto: ‘Che siete venuti a fare? Sono scarpe nuove ... le vedete che sono nuove, no?’”. Ribadisce il concetto poco più avanti: “Ma erano proprio nuove le scarpe, ma nuove nuove. Non avevano neanche un po’ di polvere sotto, cioè niente”.
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