Paolo ha rilevato lo storico locale: «Seguiremo il suo esempio»

di Ferdinando Vicini
3 Minuti di Lettura
sabato 10 ottobre 2026, 02:10
ANCONA La festa di un ristoratore speciale e imprenditore illuminato, ma anche un affresco anconetano multidimensionale. Tanti vip (e non solo) ieri sera alla Mole per celebrare il ritiro dalle scene della ristorazione cittadina di Antonio Ambrosio. Arrivato da ragazzino in città, sulle orme di Benigno Guzzini che lo aveva scovato in un ristorante di Anzio, dal 17 settembre 1981 è entrato nelle sale del Giardino, al Viale, che ora lascia al nipote Paolo.

L’emozione
La serata della Mole è stata la dimostrazione di quanto la figura di Ambrosio sia amata in città.
Emozionatissimo il protagonista di una serata che ha visto circa 700 persone alla Mole: «Questa sera volevo semplicemente dire grazie ad Ancona. Ho cercato di lasciare qualcosa di mio in questa città mettendoci passione, entusiasmo, tutto me stesso. Ringrazio tutti coloro che hanno voluto essere presenti, mi scuso con tutti gli altri avrei voluto invitare tutta la cittadinanza. Abbraccio e ringrazio la mia famiglia e i miei stupendi collaboratori».

Accanto ad Antonio, non meno emozionata la moglie Maria: «Una serata indimenticabile, si chiude una parentesi importantissima della nostra vita. Adesso avremo più tempo per noi». Discreta ma sempre presente accanto al padre la figlia Sara, in abito nero. Ora il compito di proseguire il percorso di Antonio spetta al nipote Paolo Ambrosio che ha rilevato il Giardino. «Sento tutta la responsabilità di continuare l’opera di mio zio - dice - ma la strada è tracciata. Non dovremo fare altro che seguire il suo esempio».

Sentitissimo il saluto del sindaco Daniele Silvetti: «Porto ad Antonio il ringraziamento e il saluto della città. Ha saputo interpretare con umanità, generosità, discrezione, la sua professione coniugando questi valori con le sue capacità imprenditoriali che gli hanno consentito di imporsi come un punto di riferimento per Ancona e di offrire a tanti giovani una seria opportunità occupazionale».

Alberto Rossi, più amico che cliente storico: «Ha deciso di lasciare ma resta il suo esempio di imprenditore che ha dato moltissimo ad Ancona. Lascia in questa città un segno importante. Molti dovrebbero ispirarsi a lui».
Alla Mole c’era uno spaccato del vissuto cittadino, il segno della sua popolarità trasversale. Politici, imprenditori, tra cui Stefania Vago di Msc Crociere, l’albergatore Eros Cecconi e Danilo Falappa di Innoliving, professionisti come l’avvocato Marina Magistrelli, il giudice Francesca Betti, il dottor Emanuele Rossi, primario a Macerata, il vertice dell’Ancona Calcio al completo, ma anche tanta gente meno in vista e legatissima ad Antonio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA