Dopo le morte della piccola Anna Rosa, la bambina di 4 anni uccisa dalla difterite - prima vittima da trent'anni in Italia - la mamma in un post su Facebook se la prende con i medici, 'colpevoli' di non aver capito di cosa soffrisse la figlia. «Il dolore è mio e solo mio ma vi auguro di non avere a che fare mai con medici incompetenti», scrive la donna, sostenendo che «medici incompetenti hanno sottovalutato» il caso di «mia figlia, quando è stata portata diverse volte al pronto soccorso».
La rabbia della mamma
La mamma della bambina aggiunge: «Noi genitori non abbiamo scambiato la difterite per tonsillite» come «la causa della morte di mia figlia», anche se, ha aggiunto, «ancora nulla è confermato, è un sospetto difterite». Nel post la madre della piccola Anna Rosa critica anche i media, che hanno «scritto e detto alcune cose solo per fare like sul caso di mia figlia».
Poi rincara la dose: «Ci sono delle indagini in corso, di certo non contro noi genitori», e «adesso non sto qui a perdere tempo con certa gentaglia perché il dolore è mio e solo mio ma vi auguro di non avere a che fare mai e dico mai con medici incompetenti che hanno sottovalutato mia figlia». «Ci sono carte che parlano, non stupide bocche», è un altro passaggio. Infine, l'appello a «fare silenzio». «Vi auguro - conclude il post - di non avere a che fare mai con i medici che hanno distrutto la vita di mia figlia e quella di noi genitori».
Come sta il cuginetto di 4 anni
Intanto Domenico Cipolla, il direttore sanitario dell'azienda sanitaria Civico, fa sapere che «il cuginetto di 4 anni della bimba morta per sospetta difterite sta discretamente, nel senso che ha la febbre e ha un po' di mal di gola, di placche, insomma nulla di più rispetto a una sindrome influenzale tipica. Aspettiamo domani per avere notizie certe visto che abbiamo già fatto il tampone, ma servono 48 ore perché diventi attendibile. È ricoverato nel reparto di malattie infettive pediatriche. In ogni caso siamo tranquilli perché è vaccinato, e la malattia non può evolversi in forme gravi».
«I genitori e la famiglia allargata hanno fatto la profilassi antibiotica, e tutti si stanno vaccinando - aggiunge - Quindi penso che i casi diciamo mortali non ne abbiamo più per fortuna, però dobbiamo capire e controllare. Anche l'Asp sta facendo il lavoro per controllare comunque la diffusione e ci potrebbero essere dei portatori sani, naturalmente, una volta che il batterio circola. La bambina è morta per l'effetto delle tossine, come se si fosse avvelenare, perché questo batterio produce delle tossine molto gravi. Le tossine sono sostanze proteiche che rimangono all'interno dell'organismo, non c'è pericolo di contagio».
Ultimo aggiornamento: venerdì 21 agosto 2026, 13:54
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