Antonio Cassano compie 44 anni: la moglie Carolina, la villa da sogno, le «700 donne» avute, la lite con Vieri e l'operazione al cuore

Antonio Cassano è stato uno dei talenti più puri e imprevedibili del calcio italiano. Genio ribelle, capace di giocate che pochi hanno saputo immaginare e di eccessi che hanno spesso frenato una carriera destinata a vette ancora più alte, continua a far parlare di sé anche dopo il ritiro grazie alle sue opinioni senza filtri.

Dal debutto folgorante con il Bari alle maglie di Roma, Real Madrid, Sampdoria, Milan, Inter, Parma e anche una sfortunata esperienza all'Hellas Verona in cui non ha totalizzato neanche una presenza: la sua è la storia di un campione fuori dagli schemi.

La carriera di Antonio Cassano

Antonio Cassano nasce a Bari il 12 luglio 1982. Quando è ancora molto piccolo, il padre abbandona lui e la madre, che lo chiamò Antonio in onore di sant'Antonio di Padova, al quale aveva pregato per avere un figlio dopo numerose interruzioni di gravidanza. Cresce così in un contesto difficile, che lo porta ad abbandonare presto gli studi e a frequentare compagnie legate alla malavita locale, senza però mai perdere la passione per il calcio.

Dopo essere cresciuto nel settore giovanile del Bari, debutta in prima squadra e si mette subito in mostra, attirando l'attenzione dei grandi club. Nel 2001, a soli 19 anni, si trasferisce alla Roma, con cui conquista la Supercoppa italiana nello stesso anno. Tra il 2003 e il 2004 vive una delle stagioni migliori della sua carriera, affermandosi definitivamente e conquistando anche un posto stabile nella Nazionale italiana.

Nel gennaio 2006 passa al Real Madrid, ma l'esperienza in Spagna non rispetta le aspettative: in poco più di una stagione realizza quattro gol, pur contribuendo alla conquista della Liga nel 2007. Tornato in Italia rilancia la propria carriera con la Sampdoria, quindi veste le maglie di Milan e Inter.

Con i rossoneri conquista lo scudetto nella stagione 2010-2011, mentre successivamente approda al Parma, dove resta per due stagioni. Dopo un ultimo ritorno alla Sampdoria, chiude definitivamente la carriera nel 2017.