Dieci anni dalla strage di Andria. Il 12 luglio del 2016 due treni delle Ferrovie del Nord Barese si schiantarono a 120 chilometri orari, sulla linea a binario unico tra Andria e Corato. Il bilancio fu terribile: ventitre morti e oltre cinquanta feriti. Oggi le vittime verranno ricordate alle 11.05, ora dell'impatto, con 23 rintocchi di campane in piazza dei Bersaglieri ad Andria, vicino alla Stazione. Presente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La vicenda
La tragedia, uno dei peggiori disastri ferroviari della storia nazionale, sconvolse l'Italia intera: 23 morti e 58 feriti. Ma suscitò anche la mobilitazione di molti cittadini che, ad esempio, si misero in fila per donare il sangue in tutta la Puglia.
Faceva caldo quel 12 luglio. L'incidente avvenne in piena campagna accanto ai filari degli uliveti. A perdere la vita pendolari di ogni età, alcuni ferrovieri e persino un agricoltore che lavorava nella zona.
Il processo
La vicenda giudiziaria è ferma al capitolo della Corte di Appello di Bari dello scorso settembre, che ha confermato la sentenza di primo grado: 14 assoluzioni e 2 condanne, quelle del capostazione di Andria, Vito Piccarreta, a 6 anni e tre mesi, e del capotreno del convoglio, partito dalla stessa città, Nicola Lorizzo, a 6 anni e nove mesi. Pene leggermente inferiori rispetto al primo grado perché nel frattempo il reato di lesioni personali colpose è andato in prescrizione.
Agli imputati erano contestati i reati, a vario titolo, di disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo e falso.

L'errore umano
La tragedia, secondo le sentenze dei primi due gradi di giudizio, avvenne per un errore umano, cioè quello di non aver rispettato le procedure del sistema del blocco telefonico, un sistema ritenuto obsoleto e insicuro dalla Procura di Trani. E non per le presunte inadempienze del sistema e dei responsabili della società e di altri enti, come sostenuto dall'accusa.
Quest'ultima riteneva che, con un sistema di controllo elettronico della marcia dei treni, la tragedia si sarebbe potuta evitare. La Procura di Trani, nel giugno 2023, aveva chiesto 15 condanne a pene comprese tra i 12 e i 6 anni di reclusione e un'assoluzione.
Le sentenze hanno lasciato grande amarezza e rabbia nei familiari.«È una vergogna, non è giustizia questa, li avete uccisi due volte.
Come fanno a dormire la notte?», i commenti di alcuni familiari delle vittime dopo l'ultima sentenza dello scorso settembre.Il 7 ottobre l'ultimo capitolo della vicenda giudiziaria verrà scritto in Corte di Cassazione a Roma, alla quale hanno presentato ricorso i due ferrovieri condannati e la procura generale della corte di appello, solo per tre assoluzioni (gli ex dirigenti della Ferrotramviaria, che gestisce la linea ferroviaria in concessione, Massimo Nitti e Michele Ronchi, e la stessa società). I ricorsi verranno trattati cumulativamente davanti alla IV sezione.
Chi sono le vittime
Oggi in piazza ad Andria, dopo il minuto di silenzio e i 23 rintocchi delle campane, risuonano i nomi di Pasquale Abbasciano, 61 anni, Giuseppe Acquaviva, 51 anni, Serafina Acquaviva, 52 anni, Maria Aloysi, 49 anni, Alessandra Bianchino, 29 anni, Rossella Bruni, 26 anni, Pasqua Carnimeo (Patty), 30 anni, Enrico Castellano, 72 anni, Luciano Caterino, 37 anni, Michele Corsini, 61 anni, Albino De Nicolo, 53 anni, Salvatore Di Costanzo, 56 anni, Giulia Favale, 51 anni, Nicola Gaeta, 56 anni, Jolanda Inchingolo, 25 anni, Benedetta Merra, 52 anni, Donata Pepe, 62 anni, Maurizio Pisani, 49 anni, Giovanni Porro, 60 anni, Fulvio Schinzari, 59 anni, Antonio Summo, 15 anni, Francesco Ludovico Tedone, 17 anni, Gabriele Zingaro, 25 anni.
Coinvolti anche i feriti, sopravvissuti alla strage, e i rappresentanti delle altre comunità cittadine colpite dalla tragedia. Intervengono dal palco la sindaca di Andria Giovanna Bruno e il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro. L'amministrazione Bruno ha deciso di istituire nel 2024 la "Giornata in ricordo delle vittime dell'incidente ferroviario del 12 luglio 2016", «con l'obiettivo di custodire e tramandare la memoria di una tragedia che ha profondamente segnato la comunità cittadina e l'intero territorio». Il governo regionale di Antonio Decaro ha aderito all'iniziativa del Comune con una delibera del 1° luglio scorso e ha assunto l'impegno di promuovere un successivo disegno di legge finalizzato alla sua istituzione permanente.
Ultimo aggiornamento: domenica 12 luglio 2026, 08:11
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