Centrale a biometano, il Tar dà ragione al privato. Opposizione all’attacco: «Questo è un fallimento»

FERMO Centrale a biometano, il Tar Marche ha dato ragione alla società Ramadori. Nel 2023 la società aveva presentato una istanza di Pas (laprocedura abilitativa semplificata) per realizzare un impianto di biometano a San Marco alle Paludi. Dopo un anno il Comune ha chiesto chiarimenti, integrazioni alla pratica, archiviandola poi lo scorso anno come “inefficace”. La società ha presentato ricorso al Tar, chiedendo un risarcimento di 7 milioni e l’annullamento del provvedimento del comune. Un anno scarso di dibattimenti al tribunale amministrativo fino alla sentenza con la quale si dà ragione al privato: la Pas, trascorsi 30 giorni senza azioni comunali era efficace, il titolo autorizzativo si era formato.

Se da un lato questa decisione consente al privato di iniziare i lavori, dall’altro il Tar boccia la richiesta di risarcimento: la società ha tempo fino al 2028. Il comune al momento deve pagare solo 2mila euro, le spese legali. E qui, dopo la sentenza, il consigliere di “Servire Fermo” Saturnino Di Riscio ha presentato un’interrogazione. «Il Tar ha bocciato sonoramente il Comune – dice il consigliere – richiamando i principi fondamentali del comportamento amministrativo».

La disorganizzazione

«Nell’interrogazione - continua - evidenzio anche altre questioni: la “disorganizzazione" dell'Ente dopo 11 anni di amministrazione Calcinaro, la logica dei numeri e non del diritto che l'ha caratterizzata. Inoltre il comportamento dell'amministrazione comunale, omissivo in una prima fase e ostruzionistico in una seconda, ha, in sostanza, favorito il privato e preso per i fondelli gli elettori e gli abitanti di San Marco le Paludi che hanno creduto all'ennesima favola. Perchè la pratica è stata tenuta ferma per 15 mesi?». Di «fallimento politico della passata amministrazione» parla invece la coalizione di centrosinistra, Fermo Città Comune, dopo la sentenza del Tar.

«La sentenza del Tar Marche – scrivono i consiglieri - chiude definitivamente ogni tentativo dell'amministrazione di scaricare sugli uffici comunali le responsabilità della vicenda biometano. Per mesi la passata amministrazione ha raccontato ai cittadini che la colpa fosse dei tecnici. Oggi, invece, emerge con chiarezza il risultato di una gestione politica fallimentare».

Ripercorrendo la vicenda, partita con il progetto reso pubblico, poi con le proteste dei cittadini anche di città limitrofe, la coalizione aggiunge: «Furono raccolte 2.500 firme e, di fronte a questa mobilitazione, l’amministrazione fu costretta a fare un clamoroso passo indietro. Invece di assumersi le proprie responsabilità politiche, si è preferito alimentare la narrazione secondo cui tutto dipendesse dagli uffici comunali. Gravissimo: perché o gli uffici agivano seguendo un indirizzo politico, o, se operavano autonomamente, significherebbe che la Giunta non aveva il controllo della macchina comunale. In entrambi i casi, la responsabilità politica resta tutta di chi amministrava».