Arenella, spari in officina: il video dell’esecuzione incastra l'esecutore del raid

Non voleva attendere neanche pochi minuti. Si è spazientito quando gli hanno fatto capire che il meccanico era fuori per servizio e che avrebbe dovuto pazientare per un poco. E non ha avuto esitazioni. Ha fatto ritorno a casa, non lontano dall’officina, si è armato di una pistola e ha messo a segno un piano criminale: ha puntato l’arma contro il dipendente dell’officina, lo ha minacciato. Poi, di fronte alla inevitabile reazione del lavoratore, ha abbassato la canna della pistola e ha preso la mira, puntando alle gambe. Ha colpito ai piedi un uomo onesto ed estraneo al crimine, il dipendente dell’officina che si era limitato a chiedere un poco di pazienza al suo interlocutore. Un episodio criminale per il quale la vittima è stata costretta alle cure ospedaliere, mentre un’intera comunità è sotto choc. 

Il raid 

L’episodio è infatti accaduto martedì scorso in via Conte della Cerra, siamo in zona Arenella, all’interno della officina Baldini. Un presidio di competenza e di professionalità, nell’ambito del quale è stato consumato un episodio di violenza gratuito. Assistiti dal penalista Nicola Postiglione, ora le vittime di questa storia chiedono giustizia (e non parliamo solo del dipendente ferito al piede, ma anche dei titolari dell’azienda che stanno subendo danni di immagine in quanto accaduto pochi giorni fa all’interno del proprio locale). Suscitano un certo effetto le immagini ricavate dal sistema di videosorveglianza della stessa officina. Si nota l’ingresso del malvivente, che si è appena armato in casa. Entra con un obiettivo: incutere timore o addirittura punire un lavoratore onesto che ha avuto il torto - ovviamente nell’ottica deformata del criminale armato - di chiedere un po’ di pazienza al cliente. 

La testimonianza

La scena è comunque mozzafiato. Pistola al volto, poi l’accenno di reazione da parte dell’uomo, che prova a schivare la canna dell’arma, fino alla scena finale. In modo vigliacco, l’uomo armato fa fuoco contro una persona inerme. Solo che per fortuna abbassa la pistola e mira verso il basso. Prova a colpire le gambe, traiettoria pericolosa perché i proiettili rischiavano di danneggiare in modo irreversibile la vita di un uomo. Per fortuna il proiettile raggiunge al piede la vittima, che se l’è cavata con una ferita guaribile in una decina di giorni. Il resto è la storia di una inchiesta che punta a fare chiarezza sulla personalità dell’uomo armato. Al netto delle accuse, che sembrano cristallizzate dalla presenza di un video, ora l’obiettivo degli inquirenti è di accertare la provenienza dell’arma. Ma torniamo a quelle immagini. Spiega la vittima del ferimento a Il Mattino: «È stata una esecuzione a freddo, non c’era stato alcun litigio. Ho solo cercato di far capire a quel soggetto che non potevo aggiustare il suo scooter, perché in quel momento avevamo il meccanico fuori per servizio. È uscito ed è tornato con la pistola. Cosa ho pensato quando mi sono ritrovato la pistola all’altezza del volto? Ho pensato ai dipendenti, a mio figlio che lavora all’interno dell’officina, al nostro gruppo di lavoro. Ho cercato di tutelare loro. Per altro c’erano delle moto con il serbatoio pieno, quell’uomo avrebbe potuto fare danni maggiori, ho cercato solo di allontanarlo dal nostro locale di lavoro». 

Il video

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