«Ricorso alla Corte costituzionale», l’annunciano i governatori di Campania e Puglia, Roberto Fico e Antonio Decaro, e la collega della Sardegna Alessandra Todde dopo l’approvazione delle intese in Consiglio dei ministri, due sere fa, con Liguria, Veneto, Lombardia e Piemonte. Ricomincia, quindi, la battaglia Pd-M5s del Mezzogiorno contro l’Autonomia differenziata cara ai leghisti. Mentre in contemporanea, sempre gli stessi tre governatori con i colleghi Stefania Proietti (Umbria), Michele de Pascale (Emilia-Romagna) ed Eugenio Giani (Toscana) scrivono alla Ue lanciando un allarme: «Niente tagli sul prossimo quadro finanziario pluriennale 2028-34: non li accetteremo». Missiva controfirmata, quest’ultima, anche dai capidelegazione del Pd e dell’M5s al Parlamento europeo, Nicola Zingaretti e Pasquale Tridico.
L’autonomia
Ma il fronte più caldo rimane quello nazionale contro l’Autonomia differenziata già in parte bocciata dalla Corte costituzionale a dicembre 2024 proprio su ricorso di Puglia, Toscana, Sardegna e Campania. «È da anni che manifestiamo la nostra contrarietà al progetto di autonomia differenziata prevista dalla legge Calderoli. E continueremo a farlo, ora che sta avanzando l’iter di approvazione delle pre-intese con alcune regioni», attacca il governatore grillino Roberto Fico. Poi aggiunge: «Si tratta di un provvedimento scellerato che farà aumentare le disuguaglianze nel nostro Paese. Non possiamo tollerare che si cristallizzi un’Italia a più velocità, con regioni più avanti di altre. Non è possibile che si accetti di acuire le differenze nell’offerta di servizi fondamentali drenando professionalità, per esempio, nel campo della sanità. La Regione Campania presenterà ricorso alla Corte Costituzionale».
Roberto Fico: «Campania presenterà ricorso alla Corte Costituzionale sul taglio dei fondi ai trasporti»
Ricorso che ha pieno sostegno da parte del Pd e della Cgil, incalzano il segretario campano dem Piero De Luca e il leader regionale del sindacato Nicola Ricci. «Meloni ha approvato i disegni di legge per l’autonomia differenziata. Che ne pensa il sottosegretario Luigi Sbarra? È così che si difende il Mezzogiorno?», ironizza invece il responsabile Sud della segreteria nazionale Pd, Marco Sarracino. In Puglia non cambia la musica. «Se il governo intende portare avanti questo scellerato disegno di autonomia differenziata, faremo ricorso alla Corte costituzionale» esordisce il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro. «Queste intese sono uno scippo ai diritti dei cittadini delle regioni più fragili. Io - aggiunge il politico dem - intendo difendere i pugliesi e mi auguro di trovare accanto a me in questa battaglia tutti i parlamentari pugliesi, di tutti i partiti politici. Non possiamo permettere che si creino le condizioni per sottrarci medici, infermieri e risorse a vantaggio delle regioni più ricche che potranno pagare un prezzo ai servizi diversi da quello che possiamo permetterci noi altri». E così la governatrice della Sardegna Alessandra Todde: «Torneremo davanti alla Corte costituzionale. Abbiamo già bloccato una volta il disegno del ministro Calderoli e siamo pronti a farlo ancora. Non permetteremo che i diritti e le risorse dei sardi siano sacrificati per regalare a Salvini qualche voto in più», attacca la grillina.
La Ue
Altro fronte è quello in Europa. «Non accetteremo un bilancio che taglia la coesione, indebolisce l’agricoltura e cancella il ruolo delle Regioni e delle città», dicono i governatori di Campania, Puglia, Umbria, Sardegna, Toscana ed Emilia nel documento «Un’Europa dei territori, non un’Europa dei tagli» riferendosi al quadro finanziario pluriennale per il periodo 2028-34, con la proposta presentata dalla presidenza irlandese del Consiglio Ue lo scorso fine settimana. Tra le richieste avanzate «una politica agricola autonoma» ed una «riserva di solidarietà per le catastrofi naturali di almeno 4 miliardi l’anno» e una clausola di sussidiarietà «per respingere piani nazionali in caso ignorano le competenze regionali». Altrimenti sarà voto contrario. «Il governo italiano in pompa magna ha annunciato l’autonomia differenziata come grande svolta per la nostra Repubblica, qui a Bruxelles è complice dell’esclusione delle regioni italiane come autorità di gestione dei fondi europei», attacca l’europarlamentare ed ex segretario dem Nicola Zingaretti. «Questo bilancio è inaccettabile. Meno risorse per le regioni, ma la cosa che fa ancora più rabbia è che allo stesso tempo - rincara il collega dell’M5s Pasquale Tridico - i fondi per la difesa sono quintuplicati: noi con le forze progressiste faremo fronte comune per contrastare questo bilancio».