Bradisismo Campi Flegrei, prudenti i sindaci: «Ok il decreto ma risorse subito. Un segnale ma si facciano partire i cantieri»

Dalla protesta di piazza alla prospettiva di una ricostruzione programmata. I sindaci dei Campi Flegrei accolgono con favore il nuovo decreto approvato dal Consiglio dei ministri, ma chiedono che alle risorse annunciate seguano interventi concreti e tempi certi. C’è cautela all’indomani del via libera del governo al provvedimento sul bradidismo. Il clima tra gli amministratori locali è di prudente soddisfazione.

Il piano

La svolta più significativa è il superamento della gestione legata esclusivamente all’emergenza, attraverso una programmazione decennale per la sicurezza del territorio. Un cambio di passo sollecitato da tempo dai Comuni e ribadito anche durante la manifestazione dell’8 ottobre a Roma, quando oltre settecento cittadini, sfollati e rappresentanti istituzionali avevano chiesto risposte per le famiglie costrette ad abbandonare le proprie abitazioni.

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A sottolineare il valore del provvedimento è il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni. «Accogliamo con favore l’approvazione del nuovo decreto-legge sui Campi Flegrei da parte del Consiglio dei ministri. Si tratta di un passaggio fondamentale che, prima di ogni altra cosa, riconosce ufficialmente ciò che come amministrazione sosteniamo e chiediamo fin dal primo giorno su ogni tavolo istituzionale: la necessità di superare la logica dell'emergenza temporanea e garantire una programmazione di lungo periodo per la definitiva messa in sicurezza del nostro territorio. Non raccogliamo ancora tutti i frutti di questo lungo lavoro - dice Manzoni -, ma siamo pronti ad andare avanti con ancora maggiore determinazione. È il momento di far partire i cantieri, accelerare le opere e avviare quella messa in sicurezza strutturale che consentirà una convivenza consapevole con il bradisismo».

Il nuovo assetto rappresenta una prima risposta alle sollecitazioni avanzate dai sindaci flegrei, ma restano da verificare le modalità di attuazione delle misure e le risposte alle esigenze dei Comuni, a cominciare dalla continuità del personale tecnico e amministrativo impegnato nell’emergenza, dalla messa in sicurezza dei costoni e dal sostegno alle attività economiche.

Il primo cittadino di Bacoli Josi Della Ragione tuona: «Il dato più rilevante del decreto è che il governo ha finalmente riconosciuto quanto denunciamo da tempo: il fallimento della struttura commissariale, che in tre anni non ha prodotto risultati concreti, dai costoni alle scuole, dalle vie di fuga agli hub. Cambiare commissario significa ammettere che qualcosa non ha funzionato». Resta però il nodo delle risorse: «Non è la prima volta che vengono annunciati fondi. Un anno fa si parlava di 1,4 miliardi. Ci auguriamo che quello annunciato sia un nuovo stanziamento, ma soprattutto chiediamo di sapere quanti soldi siano stati effettivamente spesi».

Prudenza anche da parte del sindaco di Quarto Antonio Sabino, che invita ad attendere un esame approfondito del provvedimento prima di esprimere un giudizio definitivo. «Stiamo leggendo con attenzione il decreto appena emanato. Da una prima valutazione sembrerebbe che molte delle richieste avanzate dai Comuni siano state recepite. Ci auguriamo, però, che alle risorse annunciate corrispondano stanziamenti effettivi e che i fondi vengano concretamente erogati». Anche la fascia tricolore di Monte di Procida Salvatore Scotto di Santolo si riserva una valutazione più approfondita. «Non abbiamo ancora avuto modo di esaminare nel dettaglio tutte le disposizioni del decreto, ma certamente il provvedimento rappresenta un segnale positivo da parte del Governo».

Gli scenari

Il decreto introduce una governance unica, affidata al presidente della Regione Roberto Fico, alla guida di una struttura commissariale destinata a operare per dieci anni. Il nuovo organismo avrà il compito di coordinare gli interventi sul patrimonio edilizio pubblico e privato, programmare le opere di prevenzione e gestire le risorse. Il governo ha annunciato un impegno finanziario superiore al miliardo di euro nell'arco del decennio, con verifiche periodiche sull’avanzamento degli interventi. L’obiettivo è garantire continuità amministrativa e superare la frammentazione delle competenze che ha accompagnato le diverse fasi della crisi bradisismica.

Tra le misure figurano contributi fino a 30mila euro per gli interventi di pronto ripristino degli immobili danneggiati e finanziamenti per ridurre la vulnerabilità sismica degli edifici. Per questi ultimi è previsto un meccanismo di sostegno collegato all’Isee, con contributi che potranno raggiungere il cento per cento. Il provvedimento contempla inoltre la sospensione di adempimenti tributari e fiscali, quella dei mutui fino al 31 dicembre 2027 e il prolungamento dei contratti di locazione per tutelare le esigenze abitative delle famiglie coinvolte. «Il governo Meloni ha prontamente varato il decreto stanziando una cifra notevole, oltre un miliardo di euro, provvedendo all’emergenza dei Campi Flegrei, soprattutto quella abitativa e offre una prospettiva e una visione a un’area meritevole di attenzione. Fondi per il pronto ripristino, fino a trentamila euro». Lo dichiara il capo dell'opposizione in Regione, Gennaro Sangiuliano, unitamente ai capigruppo di Forza Italia, Massimo Pelliccia, di Fratelli d'Italia, Raffaele Maria Pisacane, della Lega, Massimo Grimaldi, dei Conservatori e Riformisti, Sebastiano Odierna. «Ora, Fico - aggiungono i consiglieri di centrodestra - si assuma quelle responsabilità a cui ha tentato disperatamente di sfuggire, perché non ha più abili. E i sindaci parolai che non hanno speso le somme di cui disponevano devono adempiere ai loro doveri».