PORDENONE - Il quartiere di Torre, e più in generale l’area urbana che si estende sino alle porte di Cordenons, si trova ancora di fronte a un episodio di vandalismo. Un raid all’interno di un’abitazione privata mette i residenti sul piede di guerra. Un ennesimo episodio fotografa una deriva sociale preoccupante, perpetrata da giovanissimi che sembrano agire nel totale disprezzo delle regole più elementari della convivenza civile e del rispetto altrui.
COS’È SUCCESSO
Il clima di tensione ha raggiunto il culmine due sere fa, quando un’abitazione situata nel cuore del quartiere di Torre è stata presa di mira in modo vile, ma anche alquanto surreale. Alcuni giovani hanno scagliato un sacchetto colmo di escrementi e una bottiglia di succo di frutta direttamente attraverso una finestra aperta dell’abitazione. Il “pacco regalo” ha oltrepassato la soglia piombando all’interno della casa, schiantandosi sulle piastrelle e spargendo gli escrementi sul pavimento.
Il proprietario di casa, comprensibilmente stupido ma deciso a non lasciar correre, è immediatamente salito a bordo della propria auto per mettersi all'inseguimento dei responsabili. I fuggitivi si sono dileguati rapidamente: due giovani erano incappucciati, uno a bordo di un monopattino e l’altro in bicicletta. L’inseguimento si è snodato fino al ponte che conduce al liceo scientifico e linguistico “Grigoletti”. L’automobilista, impossibilitato a procedere contromano, ha dovuto deviare da via Zara a via Nazario, perdendo inevitabilmente terreno prezioso, fino a quando i minorenni incappucciati (così li ha descritti l’inseguitore, n.d.r.) sono svaniti nel nulla. La stessa identica notte, altri residenti della zona hanno amaramente constatato la stessa mano vandalica, ritrovando uova “stampate” sui parapetti dei condomini.
Atti di inciviltà simili, conditi da escrementi e lanci di uova, si stanno purtroppo registrando con frequenza sempre maggiore anche nella vicina Cordenons. Di fronte a questa sequenza ininterrotta di raid sconsiderati, il clima tra i residenti è ormai incandescente. C'è chi invoca con fermezza denunce immediate e l’analisi minuziosa delle riprese delle telecamere di sorveglianza installate nei pressi del semaforo di Torre e nelle strade limitrofe, nella speranza di risalire all'identità dei colpevoli. Non sono pochi coloro che rischiano di perdere le staffe, meditando di farsi giustizia da sé, scavalcando l’intervento delle forze dell’ordine e i tempi della giustizia ordinaria.
I COMMENTI
Sulla vicenda interviene con parole cariche di preoccupazione Paolo Celante, figura da sempre attiva nel quartiere di Torre. «È molto grave e strano questo gesto assai pesante – dichiara – un atto da censurare, probabilmente sono ragazzini che cercano la visibilità. A questo punto mi chiedo dove sono le famiglie che devono far rispettare la legalità e responsabilizzare i propri figli. Sarebbe interessante che questi giovani paghino anche facendo lavori socialmente utili, entrando nelle case di riposo e riponendo in altro modo le proprie energie».
Via Udine, invece, diviene teatro del sacrilegio. Infatti, il quadro desolante dell’attuale degrado urbano non si ferma ai quartieri residenziali. Spostandoci in via Udine, proprio di fronte alle scuole elementari De Amicis, l'osservatorio “Vivi Pordenone a 360°” porta alla luce un altro episodio di inaudita gravità e di profonda miseria morale. Un’epigrafe funebre è stata ridotta in minuscoli frammenti, con l’immagine del caro defunto ancora visibile, e barbaramente gettata all’interno di una fontanella pubblica. Un gesto di profanazione che lascia sgomenti e solleva un interrogativo amaro quanto inevitabile: se non esiste più alcun tipo di rispetto per i vivi, come si può pretendere che ce ne sia per chi non c'è più?