Interrogazione di Dominici sulla partecipazione al palazzo Saladini Pilastri durante l’inaugurazione con la premier Giorgia Meloni. Al centro della contestazione c’è uno striscione con la frase "Grazie Giorgia ti vogliamo bene"

La visita della premier Giorgia Meloni ad Ascoli

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L’inaugurazione di Palazzo Saladini Pilastri, riaperto giovedì ad Ascoli alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, finisce al centro di un’interrogazione a risposta scritta presentata dall’opposizione in Consiglio comunale. A protocollare l’atto è stato Andrea Dominici, capogruppo di ‘Ascolto e Partecipazione’, che chiede chiarimenti sul coinvolgimento di alcuni bambini durante la cerimonia.
Nel mirino lo striscione: “Grazie Giorgia, ti vogliamo bene”
Al centro della contestazione c’è uno striscione con la frase "Grazie Giorgia ti vogliamo bene", retto da alcuni minori collocati in posizione visibile durante l’iniziativa. Per Dominici, l’episodio solleva una questione di opportunità istituzionale, perché un messaggio rivolto alla premier, che è anche leader di un partito politico nazionale, avrebbe trasformato un momento pubblico in un’occasione di comunicazione politica.
Si chiede al sindaco di chiarire
Nell’interrogazione si richiama la responsabilità delle istituzioni nella tutela dei minori e si chiede al sindaco di chiarire chi abbia deciso la disposizione dei bambini e l’utilizzo dello striscione, quale fosse l’intento comunicativo e se l’amministrazione fosse informata. L’opposizione domanda inoltre quali precauzioni siano state adottate per evitare possibili forme di strumentalizzazione e se il Comune ritenga appropriato coinvolgere minori in messaggi rivolti a esponenti politici durante eventi pubblici.
Infine, Dominici chiede se l’amministrazione intenda adottare linee guida per evitare il ripetersi di situazioni analoghe. L’obiettivo, sottolinea l’iniziativa consiliare, è ottenere risposte sulle modalità organizzative della cerimonia e sul ruolo avuto dall’ente.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ad Ascoli
La richiesta di rettifica
Sulla riapertura dell’edificio arriva anche una richiesta di rettifica relativa alla ricostruzione storica pubblicata il 9 ottobre. Monica Massimi contesta l’affermazione secondo cui Palazzo Saladini Pilastri sarebbe rimasto "chiuso dal 1950". Nella sua comunicazione alla redazione, riferisce che la nonna, Cordelia Massimi Ghetti, avrebbe abitato nel palazzo fino agli anni Settanta e che lei stessa vi avrebbe trascorso parte dell’infanzia. Una testimonianza familiare che invita a distinguere il periodo di effettivo utilizzo abitativo dell’immobile dalla successiva fase di progressivo abbandono o mancata fruizione.
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