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- Bologna, Piccoli grandi sogni. Da Bergamo, come Savoldi e Signori. In rossoblù per il definitivo decollo
Accordo raggiunto con la Fiorentina: prestito con obbligo di riscatto a 18 milioni. Contratto di cinque anni. Ieri sera lo sbarco sotto le Torri, oggi le visite mediche. Ritrova Cambiaghi e Zortea, già compagni all’Atalanta.

Accordo raggiunto con la Fiorentina: prestito con obbligo di riscatto a 18 milioni. Contratto di cinque anni. Ieri sera lo sbarco sotto le Torri, oggi le visite mediche. Ritrova Cambiaghi e Zortea, già compagni all’Atalanta.

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Il miglior messaggio di benvenuto che si possa dare a Roberto Piccoli, che oggi diventerà ufficialmente un calciatore del Bologna, è che chi è nato dalle parti di Bergamo e di mestiere fa l’attaccante spesso in maglia rossoblù ha scritto gloriose pagine di storia. Due bergamaschi su tutti entrati di diritto nella hall of fame di Casteldebole: Beppe Savoldi e Beppe Signori, diventati poi entrambi Beppegol. E senza dimenticare Marino Perani, Tomas Locatelli e Manolo Gabbiadini, più molti altri figli di una terra ruvida ma generosa di talenti. Tutti made in ‘Berghem’, forgiati nel sacro fuoco del ‘mola mia’ che è anche il grido di battaglia del neo rossoblù.
C’è un’immagine che racconta Roberto Piccoli meglio di mille spiegazioni tattiche: palla vagante in area, gomiti larghi, difensore appiccicato alla schiena e quella fame negli occhi di chi vede la porta anche a palpebre chiuse. Per questo prototipo di nove il Bologna ha deciso di fare un investimento non banale, acquistando Piccoli dalla Fiorentina con la formula del prestito con diritto di riscatto che tra un anno diventerà obbligo in cambio di 18 milioni. Il tutto a una sola condizione, che diamo tutti per scontata: che i rossoblù non retrocedano in B.
C’è un’altra tessera decisiva del mosaico, a cui ha lavorato alacremente l’agente Alessandro Lucci per dirottare il suo assistito verso Bologna (e non in direzione di Lazio e Genoa, le altre due pretendenti): il 10 per cento sulla futura rivendita garantito ai viola. E così, mentre Thijs Dallinga si apprestava a diventare un calciatore del Colonia in prestito oneroso da un milione con diritto di riscatto fissato a 10, Piccoli ieri sera è sbarcato sotto le Due Torri, pronto a sottoporsi nelle prossime ore alle visite mediche all’Isokinetic e a firmare un contratto di cinque anni.
Classe 2001, cresciuto a Sorisole, un piccolo comune alle porte di Bergamo, Piccoli a tredici anni entra nel vivaio dell’Atalanta. A Zingonia, dove si guadagna la stima di Sartori, è un trascinatore della Primavera (in cui c’erano anche Nicolò Cambiaghi e Nadir Zortea che ora ritroverà come compagni), tanto che nel 2019-20 si laurea capocannoniere della Uefa Youth League con 8 reti. Da allora grandi scorpacciate di reti mai, eppure tante sportellate e non poche gemme d’autore in un percorso fatto di sana gavetta che ha toccato le tappe di Spezia (5 gol con Italiano in panchina), Atalanta, Genoa, Verona, Empoli, Lecce e Cagliari. E’ un viaggio nella periferia del pallone che lo ha consacrato fino in fondo bomber solo sull’isola, dove nel 2024-25 mette a referto 12 reti in 40 partite.
La scorsa stagione il grande salto alla Fiorentina, che su di lui investe 27 milioni. I gol sono 8 in 43 partite e a ottobre arriva il debutto in nazionale maggiore, nel 3-0 di Udine con Israele con Rino Gattuso cittì. Nei suoi 190 centimetri di altezza alberga lo spirito di un ragazzo cresciuto nel mito di ‘Bobone’ Vieri e che nel tempo libero si dedica alla pesca e alla tranquillità delle valli della Bergamasca. Proprio lì, dove ogni tanto Beppe Signori torna per gustare la polenta taragna.
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