Boschi: «Stabilicum contro le donne, ma noi ne candideremo di più. Conte? Non farà come nel 2022»

Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia viva, nel suo intervento alla Camera ha parlato di una legge elettorale che ostacola le donne. Perché?

«Nell'Italicum e nel Rosatellum inserimmo norme per favorire la partecipazione femminile. Meloni cancella questa conquista in cambio dei voti della Lega. Ora un partito potrebbe mettere invece tutti capolista uomini e non è stato previsto nemmeno l'obbligo della doppia preferenza. Le donne torneranno ad essere una piccola minoranza».

Ribattono da FdI: le donne si aiutano con sostenendo l'occupazione femminile. Non con le quote rosa.

«Una cosa non esclude l'altra. Con il governo Renzi prevedemmo norme antidiscriminatorie per la legge elettorale ma anche divieto di dimissioni in bianco, ampliamento dei congedi di maternità e di paternità, 100 milioni su asilo nido, bonus bebè. Meloni ha bocciato le quote rosa nella legge elettorale ma anche i congedi parentali paritari obbligatori».

Restiamo allo Stabilicum: per ovviare alla mancata alternanza di genere, i partiti non potrebbero candidare una quota rilevante capolista donne? È un'idea che il centrosinistra dovrebbe sposare?

«La questione andrebbe posta al centrodestra, sennò non avrebbero avuto problemi a votare le nostre proposte. Renzi ha già annunciato che noi candideremo più donne che uomini: spero che anche gli altri lo facciano. E del resto siamo l'unico partito che già oggi ha due capogruppo donna e più parlamentari donne».

Confida in una bocciatura della Consulta? Su quali punti?

«Confido in una bocciatura del governo Meloni alle urne e lavoro per questo. Poi condivido l'iniziativa di alcuni illustri costituzionalisti sui ricorsi sulla legge elettorale perché la Consulta si pronunci e vedremo cosa avverrà. Sicuramente ci sono molti punti critici a cominciare dal listone per il premio di maggioranza».

A destra malignano: i renziani nel voto segreto avrebbero dato l'ok a questa legge elettorale, perché la norma sulle firme (che Iv non dovrà raccogliere) vi regala un vantaggio sulle altre liste di centro. È così?

«Abbiamo votato convintamente contro una legge elettorale disegnata su misura da Meloni per Meloni, anche se non le basterà comunque per vincere dopo 4 anni di vuoto cosmico. Nel caso dovessimo fare la raccolta firme, la affronteremo perché siamo un partito radicato sul territorio e che ha eletto molti amministratori negli ultimi 7 anni. Altre nuove formazioni sostengono di avere molto consenso e quindi immagino che non ricorreranno a giochini regolamentari in parlamento per bypassare la raccolta firme».

Da Renzi è arrivata un'offerta agli altri centristi. Pensate a un progetto comune con Ruffini e Spadafora?

«Italia viva-Casa riformista ha dato la disponibilità a tutti a lavorare insieme per un progetto comune e dare forza alle proposte riformiste. Vedo che altri hanno preferito dare vita a nuovi partiti. Per noi conta solo che il centrosinistra ne esca più forte».

Nel Pd c'è chi teme che Conte possa rompere l'alleanza. L'ex premier alla fine correrà con il centrosinistra?

«Non penso che Conte voglia assumersi la responsabilità di rompere il centro sinistra e regalare alla destra di Meloni in un colpo solo governo e Quirinale, magari con l'aiuto di Vannacci. Non credo ripeterà l'errore del 2022».

Renzi alla Leopolda ha fatto il suo nome per il tavolo del programma. Quando dovrebbe riunirsi questo tavolo?

«Noi siamo già pronti. Abbiamo completato le Primarie delle idee e vogliamo dare il nostro contributo: dalla start tax per tenere i giovani in Italia alla quattordicesima per infermieri, insegnanti e forze dell'ordine. Dall'uso efficace del digitale in sanità per ridurre le liste di attesa alle misure sulla sicurezza».

E le primarie? Prima possibile come chiede Conte o a febbraio come dice il Pd?

«Per noi va bene qualsiasi soluzione purché si smetta di parlarne e si torni a discutere di riduzione delle bollette e degli affitti, di aumento di stipendi e produzione industriale di fronte alla incapacità del governo».

Casa riformista avrà comunque un suo candidato? O in caso di sfida a due appoggerete Schlein?

«Avremo un nostro candidato o candidata. Poi dovremo capire con quali regole, ma tra Schlein e Conte non c'è dubbio che sosterremmo Elly».

E la data del voto? Autunno o aprile-maggio?

«Come sempre Meloni deciderà sulla base di cosa conviene più a lei e non a cosa serve al Paese. Spero si vada al voto il prima possibile, ma mi pare ragionevole votare in primavera insieme alle grandi città come Roma».

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