Non solo le ricerche nei computer dell'Istituto Agrario di Riccia, dove lavora come tecnico di laboratorio il marito della professoressa amica di Gianni Di Vita, padre e marito di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, uccise con la ricina. Ci sono altre due scuole raggiunte da decreti di perquisizione informatica emessi dalla procura di Larino: il liceo scientifico di Riccia, dove ha insegnato matematica la professoressa amica dell'ex sindaco, e il liceo Classico Mario Pagano di Campobasso, frequentato fino allo scorso anno scolastico da Sara Di Vita e dalla sorella Alice.
In tutto, nei tre giorni di perquisizioni, saranno ispezionati 155 computer: 71 all'istituto Agrario di Riccia, 63 al liceo Classico di Campobasso e 21 al liceo Scientifico di Riccia. Le perquisizioni arrivano a pochi giorni da quelle effettuate a Pietracatella e Campobasso negli studi di lavoro e nella nuova abitazione di Gianni Di Vita.
Questa nuova azione, però, si svolge come prova irripetibile. «Ispezione informatica»: così la procuratrice di Larino Elvira Antonelli ha descritto l'operazione, che prevede anche l'eventuale sequestro dei pc.
L'obiettivo è verificare se siano state effettuate ricerche sulla ricina, sulla provenienza del veleno usato per uccidere Sara e Antonella, sul suo eventuale acquisto online e sulle modalità di preparazione e somministrazione. «Non può escludersi - scrive la procuratrice - che con gli stessi siano state eseguite navigazioni nel web/dark web afferenti alle parole "ricina", "veleno" e simili».
Nel disporre le perquisizioni, la procuratrice ha precisato che l'accertamento non può limitarsi alla presenza di determinate parole nei file visibili, ma dovrà eventualmente comprendere «l'analisi degli artefatti digitali idonei a ricostruire l'effettiva attività di navigazione, ricerca, consultazione, download, creazione, modifica o cancellazione di contenuti pertinenti ai fatti per cui si procede».
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