Ha atteso la decisione del consiglio comunale Aliotto per chiedere ai giudici del Tar la nomina di un commissario ad acta chiamato ad esprimersi sulla richiesta di modifica della convenzione che riguarda i terreni accanto al Brin Park.
La decisione del consiglio comunale
Nel frattempo, però, la massima assise cittadina si è espressa, votando compatta tra maggioranza e opposizione, a parte una sola astensione, contro la proposta di delibera preparata dagli uffici del settore Urbanistica e portata in aula dal vice sindaco Fabio Di Bello. Aliotto, in particolare, ricorda di avere presentato ricorso contro “il silenzio tenuto dal Comune di Brindisi sull’istanza della società relativa all'unità minima di intervento 7 del comparto F1 Zona Sant'Elia, Viale Caduti di Via Fani”. Ricorso sul quale il Tar si era espresso condannando il Comune “a riscontrare espressamente l'istanza della ricorrente nel termine di giorni sessanta” dalla notifica della sentenza “mediante l’adozione di determinazioni conclusive che valgano a definire il relativo procedimento”, preannunciando come “in caso di inutile decorso del predetto termine si procederà, su istanza di parte, alla nomina di un commissario ad acta”. La sentenza è stata notificata, ricorda ancora la società, il 15 aprile scorso.
La lettera ai consiglieri
A partire dal 15 giugno, dunque, Aliotto avrebbe potuto chiedere la nomina del commissario ad acta in ottemperanza alla sentenza del Tar. La società, tuttavia, ha atteso comunque la riunione del consiglio comunale, 24 prima della quale tra l’altro ha inviato una missiva rivolta ai consiglieri ripercorrendo tutta la vicenda e ricordando che il 27 aprile il settore Urbanistica aveva chiesto ulteriore documentazione, che la stessa Aliotto aveva prodotto “specificando che tanto non costituiva rinuncia agli effetti della sentenza Tar”. Anzi, “contestava, altresì, analiticamente la legittimità anche dell’ultima richiesta e dichiarava di avere provveduto alla relativa integrazione al solo fine di vedere riconosciuti i propri diritti, senza ulteriori dilazioni”. Dopo di che, nella stessa lettera, dopo avere ricordato i pareri positivi dei settori Urbanistica e Lavori pubblici rispetto alla richiesta di variante, contestava il parere negativo espresso dalle commissioni consiliari Urbanistica e Attività produttive, spiegando le proprie ragioni e sottolineando tra le altre cose che la convenzione del 2008, tuttora vigente, “non contempla alcun vincolo né obbligo né nei confronti dell’Ospedale Perrino né di terzi riguardante la struttura alberghiera” e che il mercato dell’ospitalità nel capoluogo, “soprattutto nella zona in questione, risulta molto poco attrattivo, con indici di riempimento al di sotto della media nazionale ed una resa per singola stanza molto inferiore a quelle registrate in città dello stesso target di Brindisi”. Una risposta a chi evidenziava come l’albergo previsto dall’accordo sarebbe stato al servizio del nosocomio brindisino.
Le richieste della società
Da qui la proposta, sulla quale si è poi espresso il consiglio comunale, di realizzare al posto della struttura alberghiera diverse attività di somministrazione, oltre ad una palestra. Proposta rispetto alla quale, come detto, il consiglio comunale si è espresso negativamente, con il “no” compatto di maggioranza ed opposizione e l’unica astensione da parte del consigliere del Movimento 5 Stelle Pierpaolo Strippoli. Già il voto dell’aula, tuttavia, dopo un primo rinvio qualche settimana prima, è arrivato però ben oltre la scadenza dei termini imposti dal Tar, dunque sarebbe stato comunque impossibile notificare la delibera per tempo. Accertato il risultato non favorevole, dunque, Aliotto ha deciso per un ulteriore ricorso ai giudici amministrativi, sottolineando che “a tutt’oggi, nonostante il termine assegnato sia abbondantemente scaduto, il procedimento avviato dalla ricorrente non risulta definito”. E così, la società ha chiesto che, “in esecuzione della sentenza”, disponga “la nomina di commissario ad acta affinché provveda in luogo dell’amministrazione”.
La posizione del Comune
Proprio nello stesso giorno della decisione dell’assise cittadina, ricordano inoltre dal Comune, Aliotto “ha prodotto domanda di accesso agli atti del consiglio comunale, che aveva deliberato sull’argomento, di fatto palesando chiaramente la conoscenza dell’atto e dell’esito. Si è provveduto, inoltre, a formalizzare comunque alla società la chiusura dei relativi provvedimenti amministrativi (Urbanistica e Suap) all’esito della determinazione consiliare. Pertanto, la richiesta di nomina del commissario ad acta, da parte di Aliotto appare quantomeno incomprensibile”.
La battaglia dei commercianti
Sulla questione sono intervenuti anche Confcommercio e Confesercenti, chiedendo all’amministrazione comunale “immediate delucidazioni sull’accaduto” e preannunciando “l’avvio di una azione legale nei confronti di Aliotto a tutela dei reali interessi degli esercenti e per il pieno rispetto della convenzione urbanistica sottoscritta da Comune e Aliotto nel 2008, attraverso cui la stessa società ha potuto realizzare il parco commerciale, riservandosi di costruire in un secondo momento la struttura alberghiera”.