Luigi Cagni promuove il Napoli di Allegri, elogia De Bruyne e indica gli azzurri tra i principali candidati allo Scudetto.
Luigi Cagni, allenatore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.
Sul Napoli e su Kevin De Bruyne
"Stiamo parlando di un grande giocatore, anche intelligente. Secondo me ha sbagliato certe dichiarazioni a fine anno, ma resta un calciatore importantissimo. Allegri è bravissimo nella gestione di giocatori di questo tipo."
Per Cagni il Napoli resta una delle grandi favorite per il prossimo campionato
"Lo dico da tempo: le due squadre che si giocheranno lo Scudetto saranno Inter e Napoli. Hanno gli organici più forti e nessuno, sul mercato, si è mosso davvero perché non ci sono soldi."
La difesa azzurra e l'emergenza infortuni
"Il Napoli ha giocatori bravi. La gestione di queste situazioni è possibile. Toccherà ad Allegri capire se i giovani sono all'altezza di giocare in una squadra che punta allo Scudetto e alle coppe. L'unico problema che ha avuto il Napoli l'anno scorso sono stati gli infortuni. Altrimenti avrebbe lottato per lo Scudetto fino all'ultimo secondo."
Il caos FIGC e la ricostruzione della Nazionale
"Noi siamo un popolo che vuole tutto e subito. Se devi ricostruire, serve tempo. Bisogna programmare con calma, qualità e competenza. Hanno preso il direttore tecnico più giusto. Ci voleva un uomo di grandissima esperienza e personalità. Abbiamo giocatori di qualità, ma non di personalità. Dobbiamo tornare a costruire gli uomini partendo dai settori giovanili. Bisogna insegnare ai ragazzi che fare il calciatore significa sacrificio. Bisogna far capire ai genitori che devono stare zitti e trasmettere i valori giusti. Il calcio non può essere visto solo come un modo per guadagnare tanti soldi."
Ranieri e il modello Spagna
"Claudio ha solo un problema: le anche. Per il resto funziona benissimo e arriverà fino a cent'anni. Pensiamo alla Spagna, hanno costruito tutto nel tempo. Basta parlare di calcio moderno: servono tecnica, personalità e valori. Bisogna tornare ad amare la propria maglia."