La Varesina riparte e rilancia: "Sarà una stagione molto importante"

Il direttore generale Max Di Caro e il direttore sportivo Andrea Scandola tracciano la linea per una stagione che in casa rossoblù si spera possa portare risultati importanti

Primi passi della stagione 2026-2027 per la Varesina, che ha iniziato la preparazione pre campionato al centro sportivo di Cairate con la ferma intenzione di voltare pagina dopo una stagione negativa. Dopo la difficile annata passata, conclusa con la salvezza conquistata soltanto ai playout, la società rossoblù intende mettere da parte i timori del recente passato per puntare a un campionato ambizioso e di alto profilo.

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Al via la stagione 2026-2027 della Varesina 4 di 61

Al via la stagione 2026-2027 della Varesina

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Una Varesina del tutto rinnovata

E le scelte fatte in estate sono un chiaro segnale di discontinuità rispetto al passato: molto è cambiato nell’organigramma e nello spogliatoio. Guardando indietro di un anno, sono infatti cambiati il direttore sportivo, l’allenatore e la quasi totalità della rosa dei giocatori. Se per il ds Andrea Scandola si tratta di un gradito ritorno dopo un biennio, a guidare la squadra sul campo c’è mister Daniele Angellotti, coadiuvato da un nutrito staff tecnico e fisico messo a disposizione dalla società, che prende l’eredità di Marco Spilli che ha lasciato il club dopo la bellezza di 13 anni.

Il lavoro al centro sportivo di Cairate

La squadra ha già iniziato a sudare sul campo da sabato 25 luglio, dove lo staff tecnico sta sottoponendo i giocatori alle prime sedute d’allenamento atletiche e tattiche. L’obiettivo è farsi trovare pronti fin dalle prime uscite ufficiali, costruendo fin da subito l’intesa tra i numerosi elementi appena arrivati.

«È una stagione molto importante perché ci sono stati tanti cambiamenti – le parole del direttore generale Max Di Caro –. Andrea è ritornato e ci abbiamo messo dieci minuti a riprendere il filo di quello che avevamo lasciato: ci conosciamo, ci siamo sempre sentiti e tra noi c’è sempre stata grande stima. L’ho trovato maturato e cresciuto; ha vissuto due anni in una piazza importante dove, soprattutto nella prima stagione, ha dovuto gestire parecchi problemi. In questo mese e mezzo di lavoro abbiamo fatto davvero tante cose e molto velocemente, nonostante fossimo partiti con un po’ di ritardo».

«Daniele raccoglie un’eredità pesante dopo tredici anni con Marco – prosegue Di Caro riguardo ad Angellotti -, un legame davvero importante. Devo dire però che con lui abbiamo trovato subito un ottimo feeling, sia io sia mio papà che mio fratello, fin dal primo incontro. Nel suo modo di fare e di gestire il campo ho ritrovato tanti aspetti di Marco e sono molto contento che sia qui ad accogliere questa sfida. Da oggi però i paragoni con Spilli finiscono: a Marco sarò sempre grato per quello che ha fatto e per ciò che mi ha lasciato a livello personale, ma adesso inizia un capitolo nuovo. L’augurìo è di poter costruire con Daniele qualcosa di duraturo nel tempo e che sia lui che Andrea possano affermarsi tra i professionisti; se poi lo faranno insieme alla Varesina, saremo tutti ancora più contenti».

Al via la stagione 2026-2027 della Varesina

Anche la componente tecnica sottolinea la voglia di rivalsa del gruppo appena formato. «Ritorno, come dice Max, forse un po’ più maturo e con qualche capello bianco in più – le parole del ds Andrea Scandola – . Questi anni sono stati un’esperienza importante che mi ha fatto crescere e mi ha permesso di conoscere il mister e parte dello staff che è venuto qui con noi. Abbiamo costruito una squadra in linea con il pensiero dello scorso anno, puntando su tanti giovani, ci sono persino dei 2010, da inserire e valorizzare. Su alcuni elementi la scelta è stata innanzitutto umana che portano la mentalità di lavoro del mister e tutto ciò che è stato fatto nell’ultimo periodo. A questi si aggiunge Manicone, un giocatore che avevamo già con noi e che avevamo dovuto lasciar andare a gennaio, ma che siamo stati felicissimi di riportare qui».

«Come diceva prima Max – conclude Scandola -, era fondamentale inserire anche giocatori di spessore per la categoria, e profili come Tomas e Ferrante rappresentano delle certezze, così come Busto e Bianchetti, un 2003 che siamo convinti farà un percorso importante. La nostra fortuna è stata trovare diversi giovani già sotto contratto, il che ha reso più agevole il lavoro sugli under. Abbiamo dovuto correre un po’ visto che siamo partiti a fine giugno, ma c’è stato tutto il tempo per lavorare bene; in questo ci ha aiutato moltissimo anche il grande rapporto che abbiamo sempre mantenuto in questi anni».

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