Caldo a Roma, nuova fiammata africana: picco in arrivo, il termometro torna a salire fino a 40 gradi. La Capitale assediata dall’afa

La tregua è già finita. Da domani la morsa del caldo tornerà a stringere la Capitale e, nel giro di pochi giorni, le temperature toccheranno ancora i 37-38 gradi. Una nuova ondata africana, dopo quella di fine giugno, dovuta all'espansione del promontorio anticiclonico e che però, stavolta, rischia di durare a lungo e di trasformare luglio in un mese di caldo anomalo. Il picco è atteso tra martedì e venerdì, ma le proiezioni indicano che le temperature roventi potrebbero accompagnare Roma almeno fino alla terza decade del mese.

Lo conferma Massimo Ciccazzo, tecnico meteorologo certificato Wmo e segretario dell'associazione Edmondo Bernacca, che spiega: «Già da lunedì avremo temperature elevate, mentre il picco è previsto tra martedì e venerdì, quando su Roma si registreranno valori compresi tra i 37 e 38 gradi». E in alcune aree si andrà anche oltre: «Nelle zone più a nord e più a est della città, che sono più lontane dal mare ed hanno un clima più continentale, non si escludono temperature ancora più elevate». Le zone più esposte saranno quindi quelle di Prati Fiscali, Salario, l'area Roma Urbe, Colli Aniene e Tor Vergata, oltre a parte dell'hinterland romano, come ad esempio Guidonia.

Qui il termometro potrà segnare uno o due gradi in più rispetto al resto della Capitale, avvicinandosi localmente anche a 40 gradi. Più difficile, invece, raggiungere quella soglia nel resto della città, dove la vicinanza del mare continua ad avere un effetto mitigatore: «L'ultima volta che la stazione di Roma Ciampino Enav ha registrato 40 gradi effettivi è stata nell'agosto 2007».

A contribuire, si diceva, è soprattutto il ponentino, la brezza che nelle ore pomeridiane soffia dal mare verso la città. Che, però, ha anche dei risvolti negativi: «Il ponentino riesce a contenere le temperature massime - spiega Ciccazzo - ma ha anche l'effetto di aumentare l'umidità. Ed è l'umidità che fa crescere il disagio fisiologico, perché 30 gradi con un'umidità elevata possono risultare molto più pesanti di 35 gradi con aria secca. Nel pomeriggio, quindi, la temperatura può, sì, diminuire, ma al tempo stesso cresce l'umidità e aumenta il disagio».

C'è poi da considerare il fenomeno dell'isola di calore urbana, che rende le notti romane roventi, quasi tropicali: «Di giorno la differenza tra aree rurali e Centro è contenuta, di notte però l'asfalto, il cemento e gli edifici trattengono il calore accumulato durante il giorno e lo rilasciano lentamente, impedendo alla temperatura di diminuire. Tra centro città e zone periferiche, di notte, possono esserci infatti differenze anche superiori ai 5 gradi», spiega il meteorologo. Non è un caso che le minime faticheranno a scendere sotto i 25 gradi.

Estate rovente

Un caldo record, insomma: «Potremmo avvicinarci ai valori di luglio 2024, quello con la temperatura media delle massime più elevata. Il problema oggi - spiega il meteorologo - non sono tanto i picchi di caldo, ma temperature sempre sopra la media anche quando arriva una fase più fresca».

E cita dati significativi: «La prima decade di luglio si è chiusa con una media minima di 22 gradi e una massima di 33, a fronte di una normalità di 18 gradi di minima e di 31 di massima». Le proiezioni disponibili indicano inoltre che il caldo potrebbe proseguire almeno fino alla terza decade del mese: «I modelli a nostra disposizione lo confermano, c'è un'alta possibilità che questa fase di caldo intenso duri ancora».

Anche agosto, almeno per il momento, non lascia intravedere alcun miglioramento: «Impossibile capire ora quali saranno le temperature, ma è probabile, osservando pure l'andamento degli ultimi anni, che anche agosto chiuda con valori ben al di sopra della media climatica». Da qui, l'invito a limitare le attività fisiche nelle ore più calde, preferendo il mattino presto.

E, a chi usa il condizionatore, Ciccazzo raccomanda: «Non serve impostarlo a 21 gradi, basta mantenerlo a 27-28 e utilizzare la funzione di deumidificazione. Così si riduce il disagio evitando però shock termici quando si passa dall'interno all'esterno».

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