Da oggi circa il 30 per cento degli autovelox, oltre un migliaio, dovrà essere spento. È l'effetto del decreto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale che definisce la «disciplina delle caratteristiche, dei requisiti e delle procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi e dei sistemi per l'accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità».
Il provvedimento, atteso da 34 anni e annunciato un mese fa dal ministero dei Trasporti, stabilisce regole certe e omogenee su tutto il territorio nazionale, idonee a superare le criticità applicative emerse nel tempo e a garantire la solidità giuridica e amministrativa degli accertamenti. Stop dunque a 850 dispositivi, mentre 3.150 restano attivi poiché «corrispondenti ai requisiti richiesti per l'omologazione».
Appello alla prudenza
«Non è un "liberi tutti". Siamo all'inizio del periodo di vacanza, spero non passi l'idea che si può correre. Gli incidenti stradali sono la prima causa di morte, i decessi sono tremila ogni anno, molti i giovani come negli anni '90 con le cosiddette "stragi del sabato sera". Ora questo fenomeno sta tornando», afferma Luigi Altamura, comandante della Polizia locale di Verona e componente Anci in Viabilità Italia.
Il decreto pone fine a un lungo periodo di confusione e di polemiche su apparecchi diversi utilizzati su strade differenti, per gli 850 misuratori di velocità ritenuti non idonei i produttori dovranno richiedere l'omologazione del prototipo presentando la documentazione integrativa prevista dal decreto.
«Da una giungla di oltre 10.000 autovelox, spesso nascosti e a ripetizione, passiamo a 3.150 apparecchi regolari e conformi. Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale. Dalle parole ai fatti», il messaggio social del ministro dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini, che ha firmato il provvedimento.
A essere momentaneamente spenti saranno i dispositivi approvati prima del 2017, mentre resteranno in funzione tutti quelli successivi perché rispondenti alle regole introdotte nove anni fa. Questo sgombera il campo dai contenziosi sulla validità delle multe messa in discussione da molte sentenze per i casi in cui la velocità è stata rilevata da strumenti privi di una certificazione del ministero, con migliaia di ricorsi degli automobilisti contro le amministrazioni locali che hanno continuato a utilizzare dispositivi approvati ma non conformi.
«Per noi questo è il punto di arrivo di un percorso lungo due anni. Il tema - sottolinea Altamura - è utilizzare strumenti legittimi che mettano il cittadino a conoscenza di quello che usiamo. Le battaglie sulla velocità comportano tanti morti, per cui noi ci atterremo scrupolosamente a quanto previsto da questo decreto, usando solo gli strumenti approvati dopo l'agosto 2017, ossia la data spartiacque fissata dal ministero».
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