Carlo Freccero: “Report rischia di sparire, dalla Rai un suicidio aziendale”

L’ex dirigente: “Trasferire Ranucci è una scelta contraddittoria e sbagliata, così viene commissariata la redazione. L’opposizione in Rai è invisibile, i due consiglieri dovrebbero dimettersi”

Carlo Freccero, 79 anni, autore televisivo, ex direttore di Rai 2 dal 1996 al 2002 e dal 2018 al 2019

Carlo Freccero, 79 anni, autore televisivo, ex direttore di Rai 2 dal 1996 al 2002 e dal 2018 al 2019

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Roma – Carlo Freccero, autore televisivo ed ex direttore di Rai 2. Come giudica la scelta sul trasferimento forzato di Ranucci?

“La trovo del tutto fuori luogo. È una soluzione che suona come un commissariamento della redazione. Se non va bene per condurre e per fare il capoautore delle dirette di Report, non capisco come possa essere considerato adatto a lavorare nella redazione di un telegiornale. È una scelta palesemente contraddittoria e del tutto sbagliata sotto il profilo televisivo”.

Secondo lei finisce qua?

“Per esperienza so bene che in questi casi si rischia che il professionista venga successivamente riammesso al suo posto. Se ciò dovesse accadere, la sconfitta d’immagine ed editoriale per la Rai sarebbe doppia”.

L’azienda adesso ha affidato la conduzione a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, due giornalisti che non sembrano avere l’appoggio della redazione. Cosa si aspetta dal futuro del programma?

“Il vero rischio è che Report non esista più. Se i redattori storici decidessero di non partecipare a questa versione commissariata, il programma terminerebbe. Anche se andasse in onda qualcosa con lo stesso nome, sarebbe un’altra cosa, gestita da una redazione nuova”.

Sigfrido Ranucci, Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi

Sigfrido Ranucci, Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi

Quali sarebbero le conseguenze di un nuovo Report?

“L’audience di un simile surrogato sarebbe nettamente inferiore rispetto a quella del programma originale. Un crollo degli ascolti comporta matematicamente meno pubblicità, e questo genererà un rischio di danno erariale molto pesante, che sarà addebitato direttamente alla direzione della Rai. I vertici di Viale Mazzini si troveranno a dover giustificare questa perdita di pubblico e di entrate pubblicitarie direttamente davanti alla Corte dei Conti. Distruggere Report in questo modo è un suicidio aziendale che presenterà il conto molto presto”.

I vertici si troveranno a dover giustificare questa perdita di pubblico e di entrate pubblicitarie

Sembra molto deluso dalla piega che hanno preso gli eventi.

“Da ex direttore di rete, soffro nel veder smantellare un programma capace di garantire un’audience sicura e di battere persino Che tempo che fa di Fabio Fazio grazie a un pubblico fedelissimo. La Rai è un’azienda storica che dovrebbe tutelare i propri marchi iconici. Con l’avvento della tv commerciale, la rilevazione dell’audience ha preso il sopravvento su tutto. Ma che lo si voglia o no, anche se oggi la Rai è diventata un organo di propaganda governativa, lo share resta fondamentale per il futuro aziendale, al di là delle battaglie elettorali”.

Carlo Freccero: “Report rischia di sparire, dalla Rai un suicidio aziendale”

Propaganda governativa è una definizione forte, si spieghi meglio.

“I programmi d’informazione, pur proclamando l’indipendenza, si schierano a favore o contro determinati partiti. Il problema è che la loro attenzione si concentra sullo scontro tra le fazioni interne all’azienda, dinamica che la riforma Renzi ha esasperato, rendendo le nomine dipendenti dal governo di turno. Il risultato è che maggioranza e opposizione non fanno altro che cercare di distruggersi a vicenda. E poiché la politica oggi si fonda sui personaggi anziché sui programmi politici, il fuoco incrociato si concentra interamente sulle singole figure. E, a proposito di politica, mi lasci dare un consiglio non richiesto”.

Prego.

“Mi rivolgo ai partiti di opposizione: non sarebbe meglio se i due membri delle opposizioni nel consiglio di amministrazione della Rai si dimettessero? Sono invisibili!”.

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