Cavo tranciato, il porto di Ancona senza Internet: disagi per i traghetti e i cantieri navali

ANCONA C’è chi scava e, al porto antico, trova una bomba della Seconda guerra mondiale. E c’è chi invece, scavando qualche metro sotto l’asfalto della Zipa, ha trovato il cavo in fibra ottica che - come un’arteria - alimenta la connettività dello scalo dorico.

L’imprevisto

Tranciando il cavo di netto, come è successo ieri ad un’impresa che per conto del Comune stava eseguendo dei lavori sulla rete della pubblica illuminazione. Forse un calcolo sbagliato, forse un attimo di distrazione: difficile dire cosa sia successo. Quello che è certo, è ciò che è successo dopo lo spiacevole incidente. Nel giro di qualche istante, gran parte dei servizi portuali interconnessi sono andati fuori uso. «L’evento ha interessato i servizi di connettività nell’area portuale, con impatti sulle aziende cantieristiche, sui servizi dedicati all’imbarco dei passeggeri e sulla copertura mobile» ha fatto sapere, in una nota, la società FiberCop, che gestisce gran parte della rete in fibra ottica pubblica italiana. I tecnici si sono precipitati sul posto per cercare di mettere una pezza, con la consapevolezza - però - che prima di stamattina i servizi non sarebbero stati ripristinati. Complice, probabilmente, anche la forte pioggia che ha complicato ulteriormente i lavori. Sul fronte dei disagi, grazie anche all’ora dell’inconveniente, i disagi complessivi non sono stati quelli che si sarebbe potuto temere.

I problemi

Alla biglietteria marittima, in particolare agli imbarchi dei traghetti, ad esempio, il personale degli sportelli lamentava l’assenza della connessione internet che fa riferimento al porto, mentre le linee private dei singoli intermediari erano correttamente funzionanti. Più difficile, invece, stabilire quali siano stati gli impatti sul mondo della cantieristica, oltre che sul fronte della copertura della rete mobile nell’area dello scalo. Già nel pomeriggio, comunque, gli esperti FiberCop hanno rassicurato: «Un’impresa specializzata si è recata sul posto per i lavori di ripristino, ovvero per la realizzazione di una nuova infrastruttura necessaria alla riattivazione dei collegamenti». Resta comunque la curiosità per un incidente così banale, eppure potenzialmente capace di avere conseguenze gravissime sul principale scalo commerciale delle Marche e tra i più importanti dell’Adriatico.