Chiude anche il Blue bar, terremoto su viale Ceccarini a Riccione: “Discussione tra i fratelli soci”

Il Blue Bar nel cuore di viale Ceccarini. È iniziato lo smontaggio degli arredi esterni come richiesto dal Comune per portare avanti il cantiere

Il Blue Bar nel cuore di viale Ceccarini. È iniziato lo smontaggio degli arredi esterni come richiesto dal Comune per portare avanti il cantiere

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Rimini, 22 settembre 2026 – Chiude il Blue bar, nel cuore di viale Ceccarini. E non si sa fino a quando. Ieri mattina nessuna colazione per i clienti ai tavoli del locale, solo operai intenti a smontare gli arredi esterni e portare via quanto può intralciare il cantiere per il rifacimento di viale Ceccarini. Ma la causa scatenante della chiusura dello storico locale non si riduce nella sola paura del cantiere e alle conseguenze che i lavori porteranno sul viale. A quanto si apprende sarebbe in atto un confronto interno tra i fratelli titolari della società proprietaria dell’immobile, cosa che ha avuto riflessi sull’attività della società di gestione. Una discussione interna che ha infine portato alla chiusura temporanea. “Già oggi si tornerà a confrontarsi. L’obiettivo è sbloccare entro pochi giorni la situazione per riaprire il locale” fa presente Sauro Battarra, l’avvocato che assiste uno dei fratelli, Michele Gentile.

La società

La società titolare dell’immobile vede presenti i tre fratelli, Mimmo, Michele e Milena Gentile. E’ la sorella ad avere ottenuto la maggioranza delle quote societarie. Si tratta di una Snc, una formulazione che tuttavia non offre a chi ha la maggioranza delle quote la possibilità di decidere su tutte le scelte societarie. Il confronto tra fratelli ha portato allo stop, in attesa di una riapertura.

Lo smontaggio degli arredi

La partenza del cantiere in viale Ceccarini, con lo smontaggio degli arredi esterni chiesta dal Comune anche attraverso un’ordinanza firmata dalla sindaca Angelini, diviene dunque l’occasione per fermarsi e chiarire le mosse per il futuro del locale.

La chiusura del Blue bar ha generato nell’isola pedonale un terremoto. Se con l’autunno chiude uno dei locali storici della città e del viale, e non è il solo, le prospettive per il centro nei prossimi mesi non sono le più rosee.

La storia del bar iniziata 47 anni fa

Il Blue bar è aperto e gestito dalla famiglia Gentile dal 1979. Quarantasette anni di storia, di cocktail, colazioni, eventi ed accoglienza. A fronte di questa storia la chiusura di ieri, senza avere una data di riapertura, ha ovviamente fatto tremare gli operatori del viale, anche perché ieri erano al lavoro altri operai, giusto davanti al Blue bar. Sono partite le operazioni di smontaggio del dehor anche al Canasta, come aveva annunciato Geo Ottaviani, lo storico titolare, ammettendo che non c’è alta strada alla chiusura autunnale. Nel volgere di una manciata di giorni si spegne il cuore del viale con il solo Mammamia a resistere, come detto da Mauro Bianchi, in attesa di tempi migliori.

Cantieri e disagi

“Comprendo la preoccupazione per la presenza del cantiere e per i disagi che questo può provocare - premette il presidente di Confcommercio Alfredo Rastelli -. Ma dobbiamo anche essere onesti nel dire che il rifacimento del viale era necessario, e ho trovato anche la disponibilità del Comune nel cercare di minimizzare l’impatto che i lavori possono avere. La realtà è che ci sono problemi e criticità forti nel settore del commercio, e il cantiere può averle accentuate. Temo che anche eventuali incentivi sui tributi da parte dell’amministrazione possano avere un effetto ridotto se pensiamo al peso degli affitti che non calano nonostante la situazione attuale. Rischiare di perdere attività storiche è certamente un pericolo perché per gli immobili che diventerebbero sfitti non vedo una grande corsa ad accaparrarseli”. Anche per Maurizio Metto, presidente del Consorzio Ceccarini “il cantiere ha accelerato problemi in essere nelle attività, rendendo le situazioni più critiche. Continuo a chiedere incentivi per sostenere le attività. Sia chiaro che la perdita di attività commerciali in centro non è un problema di quei singoli negozi o pubblici esercizi, ma è un problema per l’offerta commerciale dell’intera città, e per la sua attrattività”.

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