La gestione del Museo dei Bambini sbarca in Consiglio: tutti i dubbi della minoranza sul piano economico

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Legnano, nella seduta questa stasera l’interrogazione di Carvelli (Fratelli d’Italia) mette sotto la lente il Kimu. Si chiede conto della sostenibilità economico-finanziaria dell’opera e delle condizioni della procedura di gara

L’inaugurazione nel mesi scorsi del Kimu-Museo dei Bambini di via Pontida Sul futuro gestionale si torna aparlare stasera in Consiglio comunale

L’inaugurazione nel mesi scorsi del Kimu-Museo dei Bambini di via Pontida Sul futuro gestionale si torna aparlare stasera in Consiglio comunale

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Legnano, 22 settembre 2026 – Il futuro gestionale del Kimu - Museo dei Bambini approda in Consiglio comunale con un’interrogazione che solleva dubbi sulla sostenibilità economico-finanziaria - un tema che fin dal primo momento ha animato la discussione che ruota intorno alla struttura - e sulle condizioni della procedura di gara per l’affidamento del servizio.

Conclusi i lavori sulla struttura di via Pontida (anche su questo aspetto è stata presentata un’interrogazione), infatti, il Comune ha scelto di affidare la gestione del museo tramite partenariato pubblico-privato, con una concessione decennale del valore stimato di oltre 8,1 milioni di euro e la proposta è stata posta a base del bando di gara insieme a piano economico finanziario, capitolato, matrice dei rischi e tabella delle manutenzioni. Tra i punti sollevati nell’interrogazione che porta la firma di Stefano Carvelli (FdI), il Pef (Piano economico finanziario) prevede una crescita progressiva dei visitatori, da 21.200 nel primo anno fino a circa 59.400 annui negli ultimi esercizi, ma anche risultati negativi nei primi tre anni, per una perdita complessiva di circa 128mila euro per il gestore. 

I numeri

Al centro dei rilievi anche le condizioni economiche a favore del Comune: un canone fisso di 1.000 euro mensili e una royalty dell’1%, applicabile solo oltre un milione di euro di fatturato annuo, soglia che il Pef non raggiungerebbe mai nell’intera durata della concessione, fermandosi a circa 959mila euro nell’ultimo anno.

Le contestazioni

Un meccanismo diverso, sottolineano i firmatari, era stato invece ipotizzato in uno studio del 2025, che prospettava una compartecipazione progressiva al fatturato (3% fino a 600mila euro, 5-6% oltre tale soglia), con un possibile ritorno per le casse comunali stimato in circa 25mila euro annui.

Contestata anche la documentazione sulle manutenzioni, predisposta in assenza degli elaborati “as built” e destinata a essere rivista solo successivamente, oltre ai criteri di valutazione dell’offerta tecnica: sui 90 punti disponibili, fino a 20 sono legati alla manutenzione del parco, 26 al miglioramento degli orari di apertura e 5 al servizio di dog sitter, mentre la certificazione Iso 9001 per i servizi educativi e culturali vale solo 2 punti, con una soglia minima di sbarramento fissata a 20 punti su 90.

L’interrogazione punta a chiedere a sindaco e assessori competenti di indicare quali stress test siano stati condotti sul Pef in scenari di affluenza inferiore a quella prevista, di spiegare le ragioni della scelta del canone fisso e della royalty all’1% sopra il milione di fatturato, anziché un meccanismo di compartecipazione progressiva, e di chiarire, infine, le motivazioni dei criteri di attribuzione dei punteggi tecnici.

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