Concerti estivi alla Maura, maxi-polemica tra i residenti e il Comune: “Tardivo il dietrofront sulla capienza”

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Dopo l’intervista sul “Giorno“ della vicesindaco di Milano, il Comitato Parco Ovest parla di “mossa elettorale”. Il Gruppo Verde San Siro: “Meno disagi al Meazza? Non è vero, ci sono gravi problemi di sicurezza”

Sopra, spettatori con telefonini durante uno show alla Maura A sinistra, l’intervista sul “Giorno“ alla vicesindaco Anna Scavuzzo

Sopra, spettatori con telefonini durante uno show alla Maura A sinistra, l’intervista sul “Giorno“ alla vicesindaco Anna Scavuzzo

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Milano, 17 agosto 2026 – Non è passata inosservata l’intervista al Giorno della vicesindaca Anna Scavuzzo sui maxi-concerti estivi alla Maura e non solo. La linea della “sindaca d’agosto“ non ha convinto né i comitati dei residenti del quartiere San Siro né alcuni politici di centrodestra che abitano in zona.

Scavuzzo ha difeso quanto fatto fin qui dal Comune per gestire i mega-raduni alla Maura ma ha anche aperto a quanto proposto dal sindaco Giuseppe Sala, cioè ridurre il limite di 80 mila spettatori alla Maura e ha auspicato che i promoter, la prossima estate, non organizzino più spettacoli con così tanto pubblico, mega-raduni che penalizzano la buona visione dello show per moltissimi spettatori lontani dal palco, ma prendano in considerazione altre location milanesi, seppur meno capienti dell’ippodromo meneghino.

Il commento del portavoce

Massimiliano Favoti, portavoce del Coordinamento Tutela Cintura Urbana di Milano-Parco Ovest, che da sempre si oppone ai concerti alla Maura, giudica quello della Scavuzzo “un dietrofront sui concerti” e spiega: “Dopo aver difeso a spada tratta i disastri e il caos dei maxi-eventi estivi alla Maura, le dichiarazioni della vicesindaco sembrano smontare anni di tentativi maldestri di giustificare i disagi subiti dai residenti. C’è una retromarcia sulla capienza: si parla improvvisamente di ridimensionare gli show, ammettendo implicitamente che i problemi logistici, il traffico e le polemiche non erano “invenzioni” dei cittadini ma criticità reali. Altra mossa elettorale? Un copione che sa molto di mossa a favore di telecamera e calcolo elettorale: la classica folgorazione sulla via dell’ambientalismo e della vivibilità urbana che arriva puntuale dopo anni di regali a fondi di investimento e speculatori edili. Per noi ormai parlano solo i fatti e non le dichiarazioni da colpo di sole dei 40 gradi milanesi”.

L'articolo de Il Giorno

L'articolo de Il Giorno con le parole della vicesindaca

"San Siro viene messo sotto sopra”

Dalla Maura allo stadio di San Siro. Scavuzzo ha fatto capire che i concerti al Meazza creano meno problemi di quelli alla Maura e che i promoter farebbero meglio a puntare sulla Scala del calcio e del rock piuttosto che sull’ippodromo. Non la pensa così Silvana Gabusi, portavoce del Gruppo Verde San Siro: “Durante i grandi eventi, San Siro viene messo sotto sopra: strade congestionate e bloccate, traffico paralizzato, zone rosse, gialle e verdi che limitano la libertà di movimento, difficoltà a entrare e uscire dalle proprie abitazioni, taxi e servizi urgenti in difficoltà. Ma il problema più grave è la sicurezza. Quando il quartiere è paralizzato, anche un’emergenza può diventare più difficile da gestire: raggiungere un ospedale, far arrivare un mezzo di soccorso o garantire tempestivamente un intervento urgente. Questo non è un semplice disagio: è un problema serio di sicurezza. I residenti non sono contrari ai concerti. Sono contrari al fatto che il costo della loro organizzazione venga scaricato su chi vive nella zona: ogni volta strade chiuse, mezzi pubblici soppressi o deviati, traffico paralizzato, libertà di movimento limitata, difficoltà a raggiungere casa e problemi per taxi, servizi e interventi urgenti”.

La critica della consigliera

Critica con le parola della Scavuzzo anche la consigliera comunale di Noi Moderati Mariangela Padalino: “Dopo cinque anni di esposti ignorati, la vicesindaca scopre che a San Siro si vive male nelle sere di concerto. Complimenti per la tempestività. Quello che ho letto non è nemmeno una presa d’atto tardiva, è un volantino elettorale. Ci si accorge del traffico paralizzato, delle strade bloccate, dei residenti che non riescono a rientrare a casa proprio mentre entra nel vivo la corsa per Palazzo Marino. Chi ha avuto in mano le leve dell’amministrazione comunale per un intero mandato non può presentarsi oggi come chi denuncia il problema: il problema lo ha gestito, o meglio, non lo ha gestito”.

"Mai miglioramenti per i residenti

Padalino contesta anche il merito: “Si sostiene che nel 2026 i disagi siano diminuiti. Io a San Siro ci abito. So che cosa succede alle sette di sera quando c’è un concerto, e lo sanno le famiglie che da anni scrivono al Comune senza ricevere risposta. Raccontare un miglioramento che i residenti non hanno mai visto non è comunicazione istituzionale: è propaganda pagata con la pazienza di un quartiere”.

La conclusione della consigliera di centrodestra: “La verità è che In questi anni gli interlocutori privilegiati dell’amministrazione sono stati gli organizzatori degli eventi, non chi abita qui. Le esigenze dei promoter hanno avuto porte aperte e tavoli dedicati. Ai residenti è toccato subire dentro casa propria, con una sistematicità che rasenta la mancanza di rispetto. Questa è stata la scelta politica della sinistra milanese, e i cittadini se la ricordano”.

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