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- La gang di milanesi in trasferta terrorizza Senigallia: casa devastata, rapine e agguati sul lungomare
Dieci giovani in vacanza sono stati accusati di oltraggio e danneggiamenti: hanno malmenato e rubato soldi ad altri giovani e andavano in giro con un coltello da 21 centimetri

I poliziotti hanno rintracciato i giovani che, alla vista delle pattuglie, hanno tentato di allontanarsi Una volta fermati sono stati riconosciuti dalle vittime

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Milano 17 agosto 2026 – Una notte di cruda violenza giovanile, quella che si è consumata lungo il litorale marchigiano durante Ferragosto: a Senigallia una comitiva di dieci ventenni milanesi è finita nel registro degli indagati per oltraggio e danneggiamenti, tre di loro sono finiti in carcere anche con l’accusa di rapina; a Marcelli di Numana, invece, una quindicenne sarebbe stata picchiata da due coetanee durante la festa dell’Assunta.
I fatti nell’appartamento
I ragazzi erano arrivati a Senigallia tra il 13 e il 14 agosto. La prima sera alcuni di loro avevano prenotato una camera d’albergo per due, provando a dormirci in sei: i gestori se ne erano accorti e li avevano allontanati. Il giorno dopo la scena si è ripetuta con un appartamento, affittato da due soli ragazzi e occupato dall’intera comitiva. L’alloggio è stato devastato: mobili rotti e doghe dei letti divelte, forse per farne armi improprie. I dieci avrebbero inoltre minacciato i vicini e danneggiato le auto parcheggiate in zona. Nella notte di Ferragosto tre del gruppo hanno alzato il livello, dandosi alle rapine.
Minacce e botte sul lungomare
Intorno alla mezzanotte, sulla spiaggia libera del lungomare Alighieri, in due hanno avvicinato un ragazzo e lo hanno minacciato: o i soldi o le botte. Al suo rifiuto lo hanno colpito al volto e sono fuggiti lungo la spiaggia. Alle 2.45 il copione si è ripetuto: stavolta hanno agito in tre, minacciando un gruppo di ragazzi, riempiendoli di botte, sottraendo denaro a più persone e dandosi alla fuga prima dell’arrivo degli agenti. Grazie a descrizioni più precise, i poliziotti li hanno rintracciati poco dopo: alla vista delle pattuglie hanno tentato di allontanarsi.
Il coltello da 21 centimetri
Fermati senza opporre resistenza, ma per nulla collaborativi, sono stati riconosciuti dalle vittime: addosso avevano il denaro rapinato e un coltello da cucina lungo 21 centimetri. I tre — ventenni di origine tunisina, nati e cresciuti in Italia, incensurati come gli altri — sono stati arrestati e portati al carcere di Montacuto, in attesa di convalida. L’intera comitiva è stata identificata e indagata a vario titolo. Secondo fonti investigative, i dieci avrebbero scelto Senigallia per mettere alla prova le proprie capacità criminali.
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