Il movente dell’attentato è racchiuso in quei quattro video registrati da El Koudri a meno di 36 ore dal brutale gesto. E’ di questo che è convinto l’avvocato Liborio Cataliotti che al termine dell’incidente probatorio, venerdì, ha depositato una propria memoria volta a chiedere alla procura di Modena di contestare al 31enne – definito perfettamente capace di intendere e volere – l’aggravante di terrorismo.
In quell’aula, venerdì, sono ‘confluite’ un gran numero di perizie: quelle svolte dai periti incaricati dalla procura e quelle formulate dai consulenti di parte, tra cui quello dell’indagato. Fausto Gianelli, avvocato di El Koudri ha fatto presente come, seppur ora il proprio assistito sia stato dichiarato capace di intendere e volere, non fosse la ‘stessa persona’ il giorno dell’attentato, quando si lanciava con la sua auto sulla folla in via Emilia Centro.
"Ora è stato sottoposto al trattamento, rinforzato, prescritto dai medici del Csm quando il mio assistito si presentava ai colloqui – ha specificato –. Ma il giorno dell’attentato non stata assumendo alcuna terapia che potesse in un certo qual modo stabilizzarlo". E’ proprio questo che ha chiesto il consulente nominato da Gianelli ai periti della procura: valutare l’efficacia – rispetto alla diagnosi di disturbo schizoide di personalità – di quei farmaci e quindi l’eventuale ‘inibizione’ di determinati impulsi.
I periti incaricati hanno concluso affermando che, alla luce delle indagini svolte, tra cartelle cliniche e colloqui in carcere, Salim presenta un assetto personologico disarmonico, con tratti di evitamento sociale, marcata insicurezza e rigidità di pensiero a impronta paranoide. Il disturbo, dunque, è conclamato ma non sono state rilevate patologie psichiatriche maggiori. Quindi, secondo i periti, dottoressa Matilde Forghieri e Giuseppe Sartori, El Koudri è pienamente orientato, comprende la natura e il significato dell’imputazione a suo carico ed è quindi capace di partecipare al processo.
Al momento dell’attentato El Koudri era pienamente capace di intendere e volere; non vi era alcuna infermità psichica idonea a determinare un vizio totale o parziale di mente.
Dello stesso avviso, appunto, il legale che rappresenta la mamma, la sorella e il fratello di Monica Esposito, morta a due mesi dall’attentato, che chiede di contestare l’aggravante del terrorismo all’indagato e che, nelle carte, sottolinea una ricerca di ’consenso’ da parte di Salim. Ritiene che, seppure in modo apparentemente confusionario, l’intenzione dell’indagato fosse quella di diffondere i contenuti sui social allo scopo di cercare, tra i potenziali spettatori, altri soggetti che potessero condividere il suo pensiero "rivoluzionario" ed emulare la sua azione delittuosa.
"El Koudri, in quei 4 video cerca di convincere lo spettatore (’fratello’) del fatto che, presumibilmente, gli italiani (’romani’) sono persone cattive che creano odio, ’sono ratti’ e vanno eliminati (’distruggere la Lombardia… le persone di Venezia’), il tutto inserito in mezzo a idee di liberazione dell’Italia dagli italiani" sottolinea Cataliotti nella propria memoria. I periti – spiega – non negano il disturbo da cui è affetto El Koudri, ma seppur riconosciuto quel disturbo non ha inciso sulle capacità cognitive e volitive dell’indagato, e neppure sulla determinazione a compiere l’azione criminosa.
‘Voi siete gli haters, mi dispiace fratello tipo se tu sei un romano’ afferma El Koudri nei video, annunciando poi che si taglierà la barba. Eppure proprio quei filmati, per il legale dell’indagato, sono il ‘sintomo’ della sua patologia, rappresentano la sua follia delirante, l’escalation di delirio da un filmato all’altro tanto che esclude categoricamente che richiamino il ‘dissing’ – come sostenuto dai periti del giudice – ovvero linguaggio tipico, caratterizzato da sfide e insulti, dei rapper.
A chiedere alla procura di contestare l’aggravante del terrorismo è anche l’avvocato Deborah De Cicco che rappresenta Giovanni, fratello di Monica Esposito. De Cicco ha poi annunciato la nomina di un eccellente consulente tecnico di parte, analista esperto in tema di sicurezza e terrorismo internazionale, il dottor Francesco Bergoglio Errico. "Attraverso la sua preziosa analisi confido di poter decifrare adeguatamente le circostanze emerse e dimostrare che sussistono tutti i presupposti giuridici per l’aggravante del terrorismo. Lo dobbiamo alle vittime e alla collettività" ha detto.
Valentina Reggiani