Home > Salute > Sanità > Covid, Gismondo: “Conte ha dimenticato le vittime di Bergamo”
La reazione della virologa Maria Rita Gismondo all’audizione di Conte in Commissione Covid alla Camera
“L’audizione di Conte mi ha lasciata veramente attonita”. Così Maria Rita Gismondo, virologa e consulente del ministro della Salute, già ascoltata dalla Commissione Covid il 13 ottobre 2025, commenta l’intervento dell’ex presidente del Consiglio davanti alla Commissione d’inchiesta alla Camera. “È sconvolgente che non abbia mai parlato delle vittime di Bergamo e non abbia citato il fatto che, mentre si provvedeva all’immediata chiusura di Codogno e Lodi, a Bergamo tutto è rimasto aperto per necessità economiche”.
Secondo Gismondo, Conte “ha riconosciuto l’importanza del dubbio nella scienza, ma al contempo ha sottovalutato ciò che hanno subito scienziati e ricercatori che non seguivano il pensiero unico imposto dall’alto”. La virologa contesta inoltre la gestione del Comitato tecnico-scientifico: “L’allora viceministro della Salute Pierpaolo Sileri voleva inserire nel comitato anche persone che la pensavano diversamente, ma gli è stato vietato”. E aggiunge: “Molte delle misure adottate non avevano nessuna evidenza scientifica”.
La consulente del ministro pone quindi alcuni interrogativi sulla gestione della pandemia: “Perché furono chiuse le aree di Codogno e Lodi e non Bergamo? Perché non fu annullata la partita dell’Atalanta? Perché dire oggi che la scienza si fonda sull’incertezza dopo aver permesso quella che definisco un’inquisizione verso chi avanzava dubbi?”.
Gismondo critica infine alcune scelte sanitarie adottate durante l’emergenza: “Perché fondare la propria innocenza sulla non conoscenza della patologia Covid e aver vietato qualsiasi approccio terapeutico fuori dal coro? Perché non riconoscere di aver sbagliato nell’aver, di fatto, imposto Tachipirina e vigile attesa?”. “A settembre – conclude – vorrei sentir parlare di questo”.