Crepe nel reparto di rianimazione: stop ricoveri e urgenze a Battipaglia

Crepe in un pilastro nell’area del reparto di rianimazione seguito a diversi cedimenti che, ormai da mesi, a macchia di leopardo, si verificano all’ospedale di Battipaglia, nel Salernitano. Tanto da spingere la direzione medica di presidio a sospendere, temporaneamente e in via precauzionale, i ricoveri programmati e a caldeggiare una spinta sulle dimissioni. È il provvedimento adottato ieri pomeriggio, all’esito di un lungo confronto tra i vertici del Dea di primo livello (che comprende anche i presidi di Roccadaspide e di Eboli) dopo aver preso visione di una relazione dei vigili del fuoco reduci da un sopralluogo effettuato presso il nosocomio della Piana del Sele dopo l’ennesimo cedimento, nella quale venivano suggerite verifiche strutturali approfondite. Non si parla di un pericolo di crollo ma si palesa l’esigenza di effettuare rilievi tecnici approfonditi, comprensivi di attività di spicconatura, allo scopo di verificare se quelle lesioni possano compromettere la stabilità di un’area dell’ospedale. Da qui la decisione, della direzione medica di presidio, di sospendere le attività programmate e non urgenti in tutti e tre i presidi che compongono il Dea, allo scopo di recuperare quanti più letti possibile per lo spostamento dei pazienti.

Problemi strutturali all'ospedale di Battipaglia, stop ai ricoveri programmati

Attualmente sono circa una sessantina i ricoverati a Battipaglia, per i quali già da ieri sera hanno avuto inizio i trasferimenti in altre strutture sanitarie. Per l’effettuazione dei rilievi occorre infatti liberare gli spazi dell’ospedale e soprattutto effettuarli azzerando al massimo eventuali rischi per la pubblica incolumità. Anche per questo motivo, sempre a partire da ieri sera, sono state bloccate anche le urgenze. Le ambulanze sono infatti state dirottate presso altri presidi dotati di pronto soccorso. Un’onda d’urto che dovrebbe durare solo qualche giorno - tecnicamente i rilievi potrebbero essere conclusi in 48 ore ma si tratta di una prima stima effettuata ieri - ma che comunque andrà ad appesantire altri nosocomi, in primis il Ruggi di Salerno, che sono già alle prese con carenza di personale e accessi sempre molto elevati. Una volta approfondita la natura delle lesioni venute fuori nel corso del sopralluogo si potrà stabilire se ed in che modo potranno riprendere le attività di quello che è il terzo nosocomio più grande della provincia di Salerno dopo il capoluogo e quello dell’Agro nocerino sarnese. In serata sono stati effettuati i primi trasferimenti dal reparto di rianimazione, via via si procederà con tutti quelli fattibili fino a svuotare quanto più possibile corsie e unità operative.