Davide Felasco muore a 24 anni: pochi mesi fa la diagnosi di tumore

MASSANZAGO (PADOVA) - Mamma Bertilla e papà Loris gli avevano promesso che non lo avrebbero mai lasciato solo, e hanno mantenuto la parola fino a lunedì all'alba. Oggi alle 15, nella chiesa parrocchiale di San Pio X, accompagneranno per l'ultima volta il figlio Davide Falasco, elettricista di 24 anni, morto all'hospice di Camposampiero per una malattia scoperta la scorsa primavera, che in pochi mesi se l'è portato via.

Tumore al cervello inoperabile

Dopo Pasqua erano comparsi alcuni dolori che lo avevano spinto più volte al pronto soccorso, finché una Tac ne ha individuato la causa: una massa nel cervello, che all'ospedale di Padova è risultata inoperabile. L'Istituto oncologico veneto aveva ipotizzato un ciclo di chemioterapia e radioterapia per provare a contenerla, ma quel percorso non è mai cominciato. Le condizioni del giovane si sono aggravate in fretta e dall'11 giugno è stato ricoverato all'ospedale di Camposampiero, da dove il 20 luglio è passato all'hospice. Da quel momento i parenti si sono organizzati per stargli accanto giorno e notte, in reparto prima e nella nuova struttura poi. «In tutti questi mesi non si è mai lamentato, ed è la cosa che mi ha colpito di più - racconta lo zio Aldo De Marchi, che lo assisteva due notti alla settimana -. Da qualche tempo faticava a parlare, ma con noi ha sempre comunicato. Come famiglia possiamo dire di essere sereni: lo abbiamo accompagnato fino alla fine e crediamo che se ne sia andato in pace».

Voleva andare a vivere con la fidanzata

Davide non ha mai smesso di pensare al giorno in cui sarebbe tornato a casa, e quella prospettiva non gli è mai stata tolta: l'hospice gli era stato presentato come un luogo dove curarsi, per quanto possibile, non come un punto di non ritorno. «Nessuno gli ha mai negato la speranza», si commuove lo zio. Il 26 luglio, nella struttura, ha compiuto 24 anni e i familiari gli hanno organizzato una piccola festa. Davide aveva frequentato l'istituto professionale a Mestre e si era poi diplomato a Castelfranco; lavorava come elettricista per una ditta di Loreggia e abitava a Massanzago, sulla strada per Piombino Dese. Da quattro anni era fidanzato con Martina, anche lei del paese, che in questi mesi si è alternata ai parenti nell'assistenza: lui aspettava con gioia ogni sua visita e ogni sera i due si sentivano al telefono. Il suo progetto era andare a vivere con lei, e i genitori della ragazza lo consideravano quasi un figlio. Davide lascia anche il fratello maggiore Giacomo e la nonna Lidia. La sindaca Sabrina Schiavon, che in paese fa la farmacista, conosce la famiglia: la mamma Bertilla De Marchi è di Massanzago, il papà Loris di Albignasego. La riservatezza, osserva il primo cittadino, è il tratto che la distingue: «Sapevamo tutto, ma abbiamo avuto il rispetto di non oltrepassare quel dolore».