ODERZO (TREVISO) - Un drone sorvola le terrazze di un condominio in via Parise e subito scatta l’allarme dei residenti. «Crediamo ci spiasse». Hanno quindi fotografato il ragazzo che pilotava l’apparecchio segnalando il tutto ai carabinieri e portando in caserma la sua foto. Ora ci sono gli accertamenti. Il drone poi si è impigliato negli alberi di un giardino privato. Ma al proprietario che chiedeva di poterlo recuperare, i residenti hanno opposto un rifiuto. «Questa è proprietà privata e questo non è un posto dove far volare un drone». La preoccupazione è che l’apparecchio sia stato usato per riprendere la situazione degli appartamenti, controllare eventuali vie d'accesso e usare le informazioni per incursioni ladresche. Nel palazzo abita Cristina Metto, consigliera comunale di OderzoBeneComune. «Il nostro vicino di casa ha dettagliato l'episodio nella chat del condominio e noi ci siamo preoccupati. Oltre a me, qui risiede anche mia mamma, entrambe siamo già state vittime dei ladri che sono entrati nei nostri appartamenti». Il quartiere Parise è uno dei più popolosi, vi risiedono centinaia di persone.
La vicenda
In passatosi sono registrati qui diversi furti; in un caso i ladri sono saliti arrampicandosi lungo le grondaie per poi entrare negli appartamenti dalla porta-finestra del terrazzo. «Il drone è uno strumento molto apprezzato dai fotografi che vogliono fare delle foto panoramiche dall'alto – riprende la consigliera Metto – solo che nel nostro condominio non c'è proprio nulla di panoramico né di artistico da fotografare. Il fatto che il drone venisse fatto volare all'altezza dei terrazzi, in un luogo che è di proprietà privata, essendo il camminamento protetto da un cancello chiuso, lascia parecchio da pensare». Non potendo recuperare il drone entrando nel passaggio condominiale, il ragazzo è entrato nel giardino abbandonato di una casa chiusa da tempo, accedendo comunque ad una proprietà privata, e infine recuperandolo. Volendo lasciare il beneficio del dubbio potrebbe essere che il giovane che lo pilotava l'avesse acquistato da poco, lo stesse provando e maldestramente l'avesse indirizzato verso il condominio.
«Anche a voler essere in buona fede – prosegue Metto – è comunque strano. Se appunto l'avesse acquistato da poco, il drone poteva andare a provarlo nel parchetto che è qui di fronte, dove ci sono spazi liberi e dove non avrebbe disturbato nessuno. Lì avrebbe potuto fare tutte le prove che desiderava. No, secondo noi le intenzioni erano ben altre, temo non benevole. Abbiamo segnalato quanto avvenuto ai carabinieri. Purtroppo oggi la tecnologia viene usata anche per scopi tutt'altro che positivi. In ogni caso – aggiunge Metto – queste persone dovrebbero sapere che i droni non si possono far volare ovunque, che c'è sempre il rispetto della proprietà privata. Ho voluto parlare di questo problema – dice – soprattutto per dare una informazione ai cittadini, avvisarli di prestare attenzione». Non possono essere ripresi gli interni delle abitazioni, men che meno le persone, perché in questo modo oltre a violare il diritto alla riservatezza si viola anche quello dell'immagine.