“E’ stato amore a prima vista”: Lucia e Bruno festeggiano le nozze di titanio dopo 70 anni, il ‘sì’ che sfida il tempo

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Lucia Zamagni e Bruno Boschi si sono sposati il 22 settembre del 1956. Ecco la ricetta per la felicità: fiducia, comprensione, ironia, lealtà e complicità

Una foto d’epoca di Lucia Zamagni e Bruno Boschi e una attuale

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Cesena, 22 settembre 2026 – “Ho vivo ancor oggi nella memoria il ricordo del giorno del mio matrimonio”. É Lucia Zamagni a riavvolgere il nastro dei ricordi, andando indietro di ben 70 anni. Lucia (classe 1938) e Bruno Boschi (nato il primo giorno del lontano 1930) sono la prova vivente che l’amore in terra esiste, e può durare a lungo. Oggi i due sposi festeggiano le ‘Nozze di Titanio: un amore lungo 70 anni’. “Certo che ricordo cosa indossavo per il mio matrimonio – prosegue Lucia Zamagni, che a 88 anni ancora prepara la sfoglia e la tira a mano con il mattarello –. Avevo un un tailleur con giacca e gonna di colore chiaro. Allora non c’erano i vestiti da sposa. Una festicciola semplice, in casa: il pranzo con i parenti, e il giorno dopo a lavorare nei campi”. Agricoltori entrambi, lavoratori instancabili. Vivevano a poche centinaia di metri l’uno dall’altro, nelle colline cesenati. Fino all’età di 16 anni Lucia non lo aveva mai visto.

L’incontro

“Ci siamo incontrati nel 1954, il giorno di San Giovanni, 24 giugno, con la complicità dei ladri di galline – spiegano marito e moglie –. Un gruppetto di ladruncoli ha rubato le galline a casa di una zia, dopodiché noi, che abitavamo poco distante, e avevamo 16 e 24 anni, (era un giorno d’estate) ci siamo trovati tutti a dar la caccia ai ladri e cercare le galline. Nessuna traccia dei furfanti e del bottino, ma tra di noi è stato amore a prima vista”. Un amore che dura da 72 anni.

La ricetta della felicità

La ricetta della felicità, in un momento in cui le coppie vivono una crisi che non ha precedenti? “L’ironia – risponde la figlia Nadia –. La mamma al babbo fa ancora gli ‘scherzetti’. Lei gioca e lui ride. Lei è quella che ‘porta i pantaloni’ in casa. Lui, ‘mister perfettino’, nel suo lavoro era pignolo e intransigente. Domenica abbiamo festeggiato con le bomboniere. Ancora oggi vanno a ballare il sabato sera. La mamma va dalla parrucchiera, perché deve essere sempre a posto. Hanno più memoria di me, anche se il babbo ha 96 anni. Hanno sempre mangiato i prodotti del loro orto. Un matrimonio felice. Forse qualche litigata c’è stata, ma mai davanti a noi figlie. Il vero mattacchione della coppia però è il babbo, che in tutte le feste era sempre l’animatore. Ancora oggi coltivano ortaggi e frutta e la mia mamma ha le galline e i conigli”. “La loro è stata una vita semplice, umile, senza tanti colpi di scena – dicono le figlie –. Ancora oggi vanno nei campi dietro casa. Il babbo guarda in tivù quelle trasmissioni con le orchestre romagnole, con valzer e mazurca dei loro tempi”. 

La festa

Hanno festeggiato l’anniversario di nozze con le figlie Nadia e Marina, i nipoti Lena e Gioele e i generi. “Gli insegnamenti che abbiamo ricevuto noi figlie? Umiltà, onestà e coraggio”. “Ci siamo sposati nella chiesa dell’Osservanza – dice Lucia, mentre mette su la moka (gli occhi che le brillano)–. La nostra prima casa era vicino alla basilica del Monte, oggi abitiamo a case Finali. A poca distanza le figlie e le famiglie. “La mamma cucina di tutto – spiega la figlia Nadia – gli spiedini di gamberi e calamari sono la sua specialità, meglio di un ristorante. Prepara la caccia, i cappelletti, tira la sfoglia a mano, ma non le piace cucinare i dolci”.

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