Mantova è la regina del 2026. Era seconda lo scorso anno, alle spalle di Trento, con cui si è scambiata le posizioni. Il capoluogo virgiliano si era già aggiudicato la maglia rosa sia nel 2017 che nel 2018 e, guardando alle graduatorie dell’ultimo decennio, è una presenza costante tra le prime dieci, così come Trento, Pordenone (prima per installazione su edifici pubblici di impianti che producono energia rinnovabile) e Bolzano. Ed è proprio il capoluogo altoatesino a completare il podio, seguito da Cremona, che ha scalato otto posizioni (da 12ª a quarta), cogliendo tra l’altro due secondi posti per quantità di alberi ed estensione delle piste ciclabili. Una “voce” che fa registrare progressi e vede nuovamente in testa Reggio Emilia, quinta nella classifica finale.
Nelle grandi città si evidenzia in positivo, tra l’altro, una ulteriore crescita complessiva dei passeggeri che fruiscono del trasporto pubblico locale. In classifica generale i centri più popolosi ottengono piazzamenti non troppo dissimili da quelli dello scorso anno (Roma, per esempio, è sostanzialmente stabile, passando dal 66° al 67° posto). Emerge Milano, che guadagna sette posizioni e termina 50ª. Il calo maggiore riguarda invece Genova, dalla 40ª alla 54ª piazza, che cala in un paio di parametri e in parte potrebbe essere stata penalizzata da una diversa modalità di calcolo (tra il 2024 e il 2025) dei passeggeri del trasporto pubblico.
Sud sempre in difficoltà
Restano i problemi del Sud, che tra l’altro vede sette sue rappresentanti nelle ultime dieci: a fare eccezione sono il 97° posto di Fermo, il 98° di Latina e il 100° della settentrionale Alessandria. Tra i grandi centri del Meridione, solo Bari cresce e termina 71ª. Catania è 103ª, Palermo 104ª, Napoli 106ª e ultima.
Scende di tre posizioni, il capoluogo partenopeo, scontando in particolare una qualità dell’aria scadente (evidenziata soprattutto dal 102° posto per la media dei valori annui di biossido di azoto, appena prima di Milano), i piazzamenti tra le ultime dieci per quanto riguarda la percentuale della raccolta differenziata e degli alberi in area urbana e anche l’ultimo posto tra le città che hanno fornito il dato relativo al nuovo parametro sulla depurazione dell’acqua.
La capacità di risposta dei Comuni è comunque un fattore importante per l’indagine e Napoli in questo è diventata inappuntabile. Da notare, poi, alcune buone performance: una su tutte, la 12ª posizione per la quota (relativamente bassa) di auto circolanti. Ma nel complesso i punti deboli prevalgono nettamente.
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