El Koudri, in aula lo chef ferito: "Rabbia? Non ho provato nulla. Conta solo che sarà processato"

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Ermanno Muccini ha partecipato venerdì all’udienza, faccia a faccia con l’attentatore "Il disturbo psichiatrico era una messinscena. Spero ci sia una sentenza giusta".

Ermanno Muccini ha partecipato venerdì all’udienza, faccia a faccia con l’attentatore "Il disturbo psichiatrico era una messinscena. Spero ci sia una sentenza giusta".

Ermanno Muccini ha partecipato venerdì all’udienza, faccia a faccia con l’attentatore "Il disturbo psichiatrico era una messinscena. Spero ci sia una sentenza giusta".

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"La cosa fondamentale per noi è sapere che è stato dichiarato perfettamente capace di intendere e volere e quindi sarà processato." C’era ovviamente il timore che potessero affermare il contrario ma, per fortuna, non è stato così. Cos’ho provato nel trovarmelo davanti? Nulla, nemmeno rabbia. Per me è una persona insignificante".

C’era anche lo chef Ermanno Muccini in aula mentre la dottoressa Forghieri illustrava al giudice l’esito della perizia psichiatrica su Salim El Koudri. Ermanno è tra le otto persone ferite nell’attentato e ha più volte commentato di sentirsi fortunato perchè sarebbe potuta andare molto peggio. Ermanno non si è trovato soltanto faccia a faccia con l’attentatore ma anche con i familiari di Monica Esposito, deceduta dopo due mesi di agonia a causa delle terribili lesioni riportate quel giorno. Uniti, tutti per chiedere giustizia.

"Per noi quello di venerdì è stato un ‘passaggio’ importante: è in grado di intendere e volere – hanno detto – e ora parte il processo. Ovviamente temevamo che passasse per quello che non è, ovvero una persona malata: in questo modo almeno è consapevole che sarà giudicato per quello che ha fatto perchè è così che deve essere. A mio avviso tutta la parte psichiatrica era una messinscena: da tempo programmava l’attentato e quindi per noi è positivo sapere che tutto questo ‘altarino’ sia stato smontato: abbiamo ora la certezza che a compiere l’attentato è stata una persona ‘sana’ e come tale sarà processata. Credo che non tornerò più in aula, a meno che non sia fondamentale.

Quello che spero soltanto è che facciano le cose giuste, che sia la prima sentenza di questo genere in Italia a dare l’esempio: una sentenza giusta visto che è la prima volta che accade. Ognuno deve essere responsabile degli atti che commette".

Dopo l’incidente probatorio, durato circa tre ore, nell’ambito del quale i periti hanno illustrato la relazione psichiatrica sull’attentatore Salim El Koudri, ora gli atti tornano in procura che dovrà formulare la richiesta di giudizio, una volta chiuse le indagini della polizia di Stato; Digos di Modena e Bologna lavorano ininterrottamente da quel 16 maggio. Per l’indagato, essendo stato dichiarato imputabile, la pena prevista per il reato contestato di strage e omicidio causato dalla strage è l’ergastolo.

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