Le note emesse da LSF9 Canto Midco hanno raggiunto i 441 mln euro dai 210 mln originari. S&P e Fitch hanno già tagliato i rating
Si apre il cantiere della ristrutturazione del debito per Evoca spa (ex N&W Global Vending), leader di mercato tra i produttori di distributori automatici di snack e bevande, controllata da Lone Star dalla fine del 2015.
Secondo Bloomberg, Lone Star sta infatti valutando di cederla ai creditori Carlyle e Park Square, convertendo il loro debito in capitale, a meno che non si trovi un altro acquirente.
Ricordiamo che la società aveva rifinanziato il debito nel 2024 con un’emissione obbligazionaria senior secured da 550 milioni di euro. Contestualmente alla nuova emissione, Evoca, con il consenso degli obbligazionisti e delle banche finanziatrici, aveva anche allungato al settembre 2029 la scadenza di 210 milioni di euro di bond PIK, emessi nel 2019 e che in quel momento avevano già raggiunto la dimensione di 322,8 milioni di euro. Sempre al 2029 era stata allungata anche la scadenza della revolving facility da 80 milioni (si veda altro articolo di BeBeez).
Ora Secondo Octus, le trattative con i creditori si stanno concentrando soprattutto sulle note PIK emesse dalla controllante olandese LSF9 Canto Midco DAC, che a oggi hanno raggiunto quota 441 milioni di euro dai 210 milioni emessi in origine nel 2019, con la conseguenza di mettere a serio rischio il rispetto dei covenant, dato che a oggi l’ebitda degli ultimi 12 mesi (LTM) a fine giugno si aggira sui 90 milioni di euro a fronte di 350 milioni di ricavi LTM, dopo la brutta performance del 2025, anno che si è chiuso con ricavi pari a 352,2 milioni, in calo del 16,2% rispetto al 2024, e con un ebitda rettificato (calcolato da S&P) di 62 milioni contro gli 86 milioni dichiarati dal gruppo e contro gli 84 milioni di ebitda rettificato dell’anno prima (110 milioni di ebitda dichiarato dal gruppo).
Una situazione che aveva già portato lo scorso aprile S&P Global ad abbassare sia il corporate rating di Evoca sia quello dei bond senior a CCC+ da B- e ad abbassare contestualmente il rating sulla revolving super senior facility da B+ a B. Lo scorso giugno anche Fitch Ratings aveva annunciato il downgrade del rating corporate e del rating dei bond senior a B- da B. In particolare, segnalava Fitch, la leva finanziaria (rapporto debito/ebitda) ha raggiunto le 8,2 volte a fine 2025, a fronte della precedente stima di 6,8 volte, e l’agenzia di rating prevede che la leva abbia ormai toccato il picco e che la società ridurrà progressivamente l’indebitamento fino a 6,9 volte entro la fine del 2029.
Evoca è affiancato nella ristrutturazione del debito dagli advisor PJT Partners e Kirkland & Ellis, rispettivamente in qualità di consulenti finanziari e legali, per prepararsi alle discussioni con lo sponsor Lone Star e i creditori in merito alla sua struttura di capitale. I detentori del debito PIK della società sono invece affiancati da Houlihan Lokey e Milbank.
Il gruppo si trova al quarto giro di valzer con i fondi di buyout. Lone Star aveva infatti rilevato il controllo di Evoca nel 2015 dai fondi Equistone (ex Barclays Private Equity) e Investcorp, che avevano acquistato la società nel 2008 da altri due fondi di private equity e cioé da Argan Capital e Merrill Lynch Private Equity. Questi ultima a loro volta nel 2005 avevano rilevato Evoca dal fondo Compass Partners International, che nel 1999 aveva creato il gruppo acquisendo l’italiana Necta (ex Zanussi Vending) dalla Electrolux-Zanussi e poi fondendola con la danese Wittenborg. Nel 2018 Lone Star aveva sondato il mercato per un percorso di dual track (ipo o vendita) sulla base di una valutazione di circa 1,5 miliardi di euro, ma poi non si era conclusa alcuna operazione (si veda altro articolo di BeBeez).
Evoca e Lone Star
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