La Ferrari ha raccolto probabilmente il massimo possibile in Belgio, grazie al secondo posto conquistato da Charles Leclerc subito alle spalle di Kimi Antonelli. Il monegasco è stato grande protagonista della gara di oggi, con una bellissima partenza e una seconda parte di gara condotta al comando grazie a una Virtual Safety Car molto amica, messa dentro dalla FIA per raccogliere dei detriti e permettere quindi indirettamente al numero 16 di rientrare ai box recuperando tantissimo tempo. Purtroppo per i tifosi della rossa, la differenza di motore è ancora troppo grande, e nei lunghi dritti di Spa, Leclerc non ha potuto difendersi più di tanto da Antonelli, pur dandogli fastidio praticamente fino alla fine.
Quarto posto invece per Lewis Hamilton, penalizzato, lo possiamo dire, ingiustamente dai commissari della FIA per l’incidente del primo giro con George Russell alla chicane di Les Combes. Il contatto tra i due britannici ha messo fuori dalla gara il pilota della Mercedes, e questo probabilmente è il motivo per cui è stata comminata la sanzione al sette volte iridato, senza la quale avrebbe potuto anche conquistare un podio e limitare i danni nei confronti di Kimi in ottica mondiale. Adesso si va a Budapest, subito, un tracciato che potrebbe essere amico della Ferrari.
L’impatto della Virtual Safety Car e il divario di motore
La gestione delle finestre di sosta ha premiato la lettura strategica della Ferrari, capace di ottimizzare i tempi di permanenza in pit lane durante il regime di neutralizzazione. Il passaggio alle mescole Hard ha consentito a Leclerc di sopravanzare momentaneamente Antonelli, ma i riscontri hanno confermato la superiorità del propulsore Mercedes nei lunghi rettilinei di Spa. Il deficit di potenza della SF-26 sul Kemmel ha vanificato la difesa del monegasco.
Il team principal Frederic Vasseur ha analizzato la prestazione complessiva escludendo proiezioni premature sulla classifica iridata: “Io non voglio sognare in ottica campionato, è importante concentrarci sui risultati veri e sulla prossima gara. A Spa e Silverstone ci aspettavamo weekend difficili dove non ci giocavamo la vittoria ma è andata bene, abbiamo fatto un ottimo lavoro e abbiamo lottato per la prima posizione, oggi Charles è stato un po’ fortunato ma nel complesso buon risultato per il team”.
La competitività del pacchetto tecnico ha comunque permesso alla Ferrari di ridurre le distanze dai battistrada rispetto alle stime della vigilia, come confermato dallo stesso Vasseur: “Le previsioni non dicevano che fossimo molto più lenti. Oggi eravamo più lenti della Mercedes, ed è stato così anche a Silverstone, ma non con un margine enorme, e possiamo lottare perché ci sono circostanze favorevoli, come la partenza a Silverstone”.
La sanzione a Hamilton e l’errore nei box
La domenica di Lewis Hamilton è stata condizionata da episodi esterni alla condotta di guida del pilota. La collisione innescata alla staccata di Les Combes con la Mercedes di Russell ha spinto il collegio dei commissari a decretare una penalità di cinque secondi a carico del britannico della Ferrari, una decisione valutata dalla squadra come eccessivamente severa per le dinamiche tipiche del primo giro. La perdita di tempo conseguente ha precluso ad Hamilton la possibilità di agguantare la terza posizione del podio.
Vasseur ha preso le difese del pilota inglese, contestando il metro di giudizio dei commissari ed esonerando il proprio pilota anche da un successivo inconveniente riscontrato in pit lane: “La penalità di Lewis è severa, era il primo giro e credo che Russell lottasse per lo spazio e stesse già girando sulla sinistra, quindi il contatto era inevitabile, ma è andata così e non voglio fare ulteriori commenti. Sull’unsafe release si è trattato invece di un errore del team perché la luce era verde e lui non aveva alcuna colpa, ha eseguito tutto alla perfezione”.
La pianificazione per l’Hungaroring
Il calendario iridato impone il trasferimento immediato a Budapest per il Gran Premio d’Ungheria. La conformazione del tracciato dell’Hungaroring, privo di lunghi rettifili e caratterizzato da una successione costante di curve a medio-bassa velocità, rappresenta sulla carta uno scenario favorevole alle doti della Ferrari SF-26.
L’approccio resta focalizzato sulla precisione esecutiva per evitare i passaggi a vuoto come invece sono capitati in Mercedes negli ultimi tempi, visto anche lo zero in classifica registrato da Russell a oggi a Spa. Vasseur ha tracciato gli obiettivi operativi per la trasferta ungherese: “Vedremo cosa accadrà a Budapest, sulla carta la pista ci dovrebbe favorire, ma è questione di esecuzione, fare un buon lavoro da concentrati e non pensare che sarà semplice. Bisogna fare un lavoro della stessa qualità come nelle ultime due settimane, anzi anche meglio. In Ungheria la pista è più dalla nostra parte ma dobbiamo concentrarci su noi stessi, non è scontato, non perché la pista si addice a noi allora sicuramente vinceremo”.
“Prima di pensare al motore ADUO pensiamo a Budapest, perché è più raggiungibile sulla carta cercando di mettere due macchine in buona posizione in qualifica, con una buona esecuzione e senza penalità. Non è scontato vincere pur essendo il più veloce, anche Russell aveva una buona macchina oggi ma non è andato a punti. Non sottovalutiamo nulla, facciamo il lavoro di qualità come nelle ultime due settimane”.
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