Noleggio auto alle Canarie: quale isola e quali regole

Alle Canarie ci si va d’inverno, ed è la prima cosa da capire per organizzarsi bene. Mentre in Italia piove, qui le minime di gennaio non scendono sotto i quattordici gradi e a dicembre 2025 l’arcipelago è stato la prima destinazione turistica di tutta la Spagna. È il contrario della Sardegna: non c’è una stagione in cui prenotare e una in cui lasciar perdere, si va tutto l’anno.

La domanda che mi fanno sempre, però, è un’altra: conviene noleggiare una macchina sola e girare le isole col traghetto, oppure una per isola? La risposta è netta e la trovate nella prima sezione, perché è la cosa che cambia di più il vostro viaggio. Poi ci sono le altre domande vere: su quale isola l’auto serve davvero e su quale è quasi un peso, dove si atterra a Tenerife (che di aeroporti ne ha due, e non è un dettaglio), quanto costa muoversi e quali strade il contratto di noleggio non vi lascia fare. Per il metodo generale c’è la nostra guida con i trucchi per noleggiare un’auto senza brutte sorprese.

In breve

L’auto a noleggio non si porta da un’isola all’altra: quasi tutte le compagnie lo vietano, e chi lo fa lo stesso resta scoperto dall’assicurazione. Si noleggia un’auto per isola. L’auto serve moltissimo a Fuerteventura, parecchio a Lanzarote, meno a Tenerife e ancora meno a Gran Canaria, dove sulle mete simbolo il bus è ormai la scelta migliore. Tenerife ha due aeroporti: dall’Italia si atterra al sud (TFS), vicino alle zone turistiche. Alle Canarie non esistono ZTL come le nostre, il carburante costa sensibilmente meno che in Italia per via del regime fiscale, ma le strade sterrate sono vietate dai contratti, e questo riguarda mete famose come Cofete. Si va tutto l’anno: l’inverno è alta stagione, non bassa.

L’auto a noleggio non si porta da un’isola all’altra

Partiamo da qui perché è l’errore che rovina più viaggi. L’idea è logica: noleggio una macchina a Fuerteventura, la carico sul traghetto e la porto a Lanzarote, così pago un noleggio solo. Peccato che quasi nessuna compagnia ve lo permetta, e che la questione non si chiuda con una multa.

Le condizioni contrattuali sono esplicite. Autoreisen, uno degli operatori storici dell’arcipelago, scrive che il veicolo non può lasciare l’isola in cui è stato noleggiato e non può essere riconsegnato su un’isola diversa, salvo autorizzazione scritta. Ma la frase che conta davvero sta nelle loro domande frequenti: se portate l’auto su un’altra isola lo fate a vostro rischio, e le loro assicurazioni non vi coprono. Sixt vieta espressamente lo spostamento tra le isole salvo autorizzazione scritta. Centauro lo vieta e basta, senza prevedere deroghe. L’unico che lo consente in modo strutturato è Europcar, ma attraverso un servizio a pagamento da richiedere in fase di prenotazione.

Attenzione: il rischio vero non è la sanzione, è la copertura assicurativa che decade. Se imbarcate l’auto senza autorizzazione e le succede qualcosa sull’altra isola, anche una banale grandinata di sassi o un guasto, le coperture che avete pagato non valgono più e il conto è tutto vostro, compresi carro attrezzi e trasferimento del mezzo. Prima di improvvisare, chiedete alla compagnia per iscritto: la risposta via email è l’unica cosa che vi protegge.

La buona notizia è che non ne avete bisogno. I collegamenti tra le isole vicine sono frequenti e brevissimi: tra Corralejo, a Fuerteventura, e Playa Blanca, a Lanzarote, il traghetto veloce impiega 25 minuti e nei giorni di punta arriva a una dozzina di corse al giorno. Da Los Cristianos, a Tenerife, si raggiunge La Gomera in una cinquantina di minuti. Con frequenze così, noleggiare un’auto su ciascuna isola per i giorni che vi servono è più semplice, più economico e infinitamente meno rischioso che trascinarsi la stessa vettura via mare.

Un’eccezione da conoscere: a La Graciosa, la piccola isola a nord di Lanzarote, le auto private non circolano proprio. Non ci sono strade asfaltate e il mezzo si lascia a terra, a Órzola, prima di imbarcarsi.

Su quale isola serve davvero l’auto

Qui bisogna sfatare subito una cosa che si legge ovunque: alle Canarie gli autobus non sono gratis per i turisti. La gratuità del trasporto pubblico esiste davvero, ma è legata a una tessera nominativa riservata ai residenti nell’arcipelago. Chi arriva in aereo paga la tariffa piena, come dappertutto.

Detto questo, le quattro isole principali non si somigliano affatto quanto al bisogno di una macchina.

IsolaServe l’auto?Perché
FuerteventuraPraticamente indispensabileUn’isola lunga un centinaio di chilometri servita da poche linee di autobus; le spiagge selvagge, cioè il motivo per cui ci si va, sono in gran parte fuori rete
LanzaroteMolto consigliataLa rete copre bene l’asse Arrecife-Puerto del Carmen-Playa Blanca, ma Timanfaya, El Golfo e il Mirador del Río restano fuori dal trasporto pubblico
TenerifeUtile, non indispensabileL’unica isola con una rete strutturata e il tram nell’area metropolitana; al Teide si arriva anche in autobus, ma con una sola corsa al giorno per direzione
Gran CanariaLa meno necessariaRete capillare con collegamenti diretti tra Las Palmas, l’aeroporto e il sud turistico

E qui arriva la parte controintuitiva, quella che ribalta il consiglio standard “alle Canarie noleggia sempre”. Su alcune delle mete più famose l’auto sta diventando un handicap, perché gli accessi sono stati contingentati.

Al Roque Nublo, simbolo di Gran Canaria, l’accesso è a numero limitato con prenotazione ed è vietato parcheggiare nei pressi del sentiero: in compenso è stata attivata una linea circolare che sale ogni mezz’ora, quindi il bus è semplicemente la scelta migliore. A Masca, a Tenerife, il barranco si raggiunge solo con navetta obbligatoria dalla primavera del 2025, con un tetto giornaliero di visitatori e un parcheggio dissuasore a valle; il paese, invece, si raggiunge ancora in auto. Sul Teide il quadro si sta muovendo nella stessa direzione, come vedrete più avanti.

Consiglio: se il vostro viaggio è su due isole, valutate di noleggiare solo dove serve davvero. Una settimana divisa tra Fuerteventura e Lanzarote giustifica due noleggi brevi; una settimana a Gran Canaria con base nel sud, invece, si regge benissimo sugli autobus più un noleggio di due o tre giorni per i posti scomodi. Pagare la macchina ferma in un parcheggio d’albergo per sette giorni è il modo più silenzioso di buttare via un centinaio di euro.

Dove si atterra: gli aeroporti, e i due di Tenerife

Gli scali canari sono grandi e trafficatissimi: nel 2025 hanno mosso complessivamente oltre 54 milioni di passeggeri, con Gran Canaria e Tenerife Sud sopra i tredici milioni ciascuno. Non aspettatevi aeroportini di provincia: aspettatevi code, soprattutto al ritiro delle auto nei giorni di rotazione dei voli nordeuropei.

Il punto pratico più importante riguarda Tenerife, che di aeroporti ne ha due, e confonderli significa ritrovarsi dalla parte sbagliata di un’isola lunga. Tenerife Sud (TFS) serve tutta la zona turistica meridionale: Playa de las Américas è a quattro chilometri, Los Cristianos a ventisette. Tenerife Nord (TFN), oggi intitolato alla città di La Laguna, sta dall’altra parte: dieci chilometri da Santa Cruz e ventisette da Puerto de la Cruz, mentre da Tenerife Sud a Santa Cruz i chilometri sono sessantasei.

Per chi parte dall’Italia la questione si semplifica parecchio: i voli diretti italiani atterrano a Tenerife Sud. Il nord è soprattutto lo scalo dei collegamenti con la penisola spagnola e con le altre isole. Se però il vostro volo fa scalo a Madrid o Barcellona, controllate su quale dei due arrivate, perché è il genere di dettaglio che si scopre tardi e si paga in taxi.

Info pratica: quando prenotate l’auto, controllate che il codice dell’aeroporto nella prenotazione coincida con quello del vostro volo. Sembra banale, ma TFS e TFN sono due sedi diverse della stessa compagnia a un’ora abbondante di distanza, e presentarsi al banco sbagliato con la prenotazione in mano non vi fa avere nessuna macchina.

Carburante, cauzione e operatori locali

Una buona notizia per il portafoglio: alle Canarie il carburante costa sensibilmente meno che in Italia, e non per caso. L’arcipelago ha un regime economico e fiscale speciale, che tra le altre cose esclude i carburanti dall’accisa statale e applica un’imposta indiretta locale al posto dell’IVA. Il divario con l’Italia è consistente, quello con la Spagna continentale molto più contenuto. Le cifre cambiano di settimana in settimana e per isola, quindi guardate i prezzi esposti sul posto invece di fidarvi di un numero letto mesi prima.

Sulla formula del carburante, attenzione a una sfumatura che i forum appiattiscono. Gli operatori canari più citati non applicano il classico “pieno-pieno” ma un “stesso livello, stesso livello”: vi consegnano la macchina con una certa quantità nel serbatoio, spesso non piena, e voi dovete riportarla con quella. È una formula onesta, ma va capita: fotografate la lancetta alla consegna, perché è il vostro riferimento.

Il vero motivo per cui vale la pena guardare i noleggiatori locali è un altro, ed è la struttura delle coperture. Autoreisen dichiara nelle proprie condizioni di includere le coperture senza franchigia e di non richiedere alcun deposito in contanti né preautorizzazione sulla carta, il che per chi viaggia con una carta dal plafond modesto cambia tutto. Cicar, nata a Lanzarote alla fine degli anni Sessanta e parte di un gruppo canario storico, dichiara a sua volta un’assicurazione senza franchigia, ma richiede un deposito sul carburante, restituito alla riconsegna se riportate l’auto con la stessa quantità. Sono due impostazioni diverse: non sono intercambiabili, e nemmeno le due aziende lo sono.

Dall’altra parte, i grandi operatori internazionali lavorano con cauzioni che possono essere importanti: uno dei più diffusi sull’arcipelago dichiara depositi che, a seconda della categoria di auto, vanno da oltre mille euro a oltre duemila. Non è un difetto di per sé, ma dovete saperlo prima di presentarvi al banco, perché quella somma vi viene bloccata sulla carta.

Attenzione: sui prezzi del noleggio alle Canarie non vi do cifre, e vi spiego perché. Non esiste nessuna rilevazione indipendente con serie storica su questo mercato, e i comparatori mostrano tariffe “a partire da” talmente divergenti tra loro da non costituire una misura. Quello che invece è documentato, e viene dall’associazione di categoria canaria stessa, è che la flotta ha superato i livelli precedenti alla pandemia mentre i prezzi non sono tornati indietro. Tradotto: c’è disponibilità, ma non aspettatevi i prezzi di qualche anno fa. L’unica misura che vale qualcosa è quella che fate voi sulle vostre date: un comparatore come DiscoverCars serve soprattutto a questo, a vedere i prezzi reali dei vostri giorni con i noleggiatori canari e i grandi marchi nella stessa schermata.

Guidare alle Canarie: niente ZTL, ma attenzione agli sterrati

Chi arriva dall’Italia si aspetta il varco con la telecamera all’ingresso del centro storico. Alle Canarie non c’è. Il portale del governo regionale, aggiornato a inizio 2026, dichiara che nessun comune dell’arcipelago ha una zona a traffico limitato o a basse emissioni approvata e sanzionabile. Santa Cruz de Tenerife è la più avanzata nell’iter, ma siamo a un’approvazione preliminare con anni di transizione davanti, e le limitazioni previste riguarderebbero veicoli molto vecchi, cioè mai un’auto a noleggio. Esistono zone pedonali nei centri, gestite però con la segnaletica e la polizia locale, non con le multe automatiche.

Il rischio concreto, qui, è molto più banale: la multa per sosta. Nelle località turistiche parcheggiare è complicato e le aree regolamentate si pagano.

Il vincolo serio è un altro, ed è lo stesso che vale in Sardegna: le strade non asfaltate. Le condizioni generali degli operatori che ho letto, dai grandi internazionali ai canari, vietano concordemente di circolare su strade sterrate o non adatte al veicolo, ed escludono dalla copertura i danni che ne derivano. Il caso più famoso è la strada per Cofete, a Fuerteventura, una ventina di chilometri di sterrato oltre Morro Jable per raggiungere una delle spiagge più spettacolari dell’Atlantico.

Attenzione: nessun contratto nomina Cofete. Il divieto c’è per implicazione, perché quella strada è sterrata e gli sterrati sono vietati. Due conseguenze pratiche che quasi nessuno spiega: la responsabilità civile obbligatoria non decade, perché è prevista dalla legge e non dal contratto, quindi i terzi restano coperti; decadono invece le coperture sui danni al vostro veicolo, ed è lì che si fa male il portafoglio. Non è un reato e nessuno vi ferma: è un inadempimento contrattuale, che scopre solo voi. A Cofete, se volete andarci sereni, c’è una linea di autobus pubblica con mezzi adatti allo sterrato.

Sul Teide serve invece un avviso di scadenza. Oggi ci si sale in auto lungo le strade del parco senza permessi particolari, ma il regime sta cambiando: sono annunciati un contingentamento dei posti auto con prenotazione obbligatoria e forme di pagamento per i non residenti, mentre il permesso per salire a piedi all’ultimo tratto del cratere è già a pagamento e si richiede su un portale dedicato. La funivia si prenota solo online, con una permanenza in quota limitata a un’ora. Verificate tutto pochi giorni prima di partire, perché è materia in movimento. E se andate tra dicembre e marzo, considerate che le strade del parco chiudono per neve con una certa regolarità, e le auto a noleggio non hanno le catene a bordo.

Quando andare, e cosa significa per il noleggio

Le Canarie sono l’unica meta di questa serie in cui il calendario italiano non serve a niente. I dati sugli arrivi internazionali del 2025 dicono una cosa chiarissima: tutti i mesi estivi stanno sotto la media annua, e gennaio porta più turisti di agosto, con uno scarto di oltre centomila persone. Il mese più affollato del 2025 è stato marzo, il più tranquillo maggio. E a dicembre l’arcipelago ha raccolto da solo più di un quarto di tutti i turisti stranieri arrivati in Spagna.

La ragione è nei mercati: britannici, tedeschi, nordici, irlandesi e olandesi valgono insieme circa due terzi degli arrivi, e vengono qui proprio quando a casa loro fa freddo. Gli italiani sono una fetta piccola, attorno al quattro e mezzo per cento.

Il clima spiega il resto. Alle stazioni costiere delle zone turistiche la media di gennaio sta sui diciassette-diciotto gradi e quella di luglio sui ventiquattro: un’escursione di sei o sette gradi in tutto l’anno, che è poi il senso dell’espressione “isole dell’eterna primavera”. Attenzione però a non generalizzare all’intero arcipelago: sono valori delle coste sottovento, e basta salire di quota o passare sul versante nord di Tenerife per trovare parecchi gradi in meno e molta più pioggia.

Per il noleggio significa due cose. La prima è che non esiste una finestra morta in cui trovare l’auto a prezzi stracciati: la domanda è distribuita su dodici mesi. La seconda è che i periodi da prenotare per tempo non sono quelli che vi verrebbero in mente, cioè agosto, ma le settimane invernali e di inizio primavera, insieme a Natale e Capodanno. Se avete già le date, bloccate presto una tariffa con cancellazione gratuita e ricontrollate più avanti: vale qui come ovunque.

Per confrontare gli operatori presenti sullo scalo dove atterrate e leggere le condizioni di ciascuno prima di impegnarvi, io parto da un comparatore come DiscoverCars, che alle Canarie è utile soprattutto per mettere a confronto i grandi marchi con i noleggiatori locali, che qui giocano un campionato loro.

Domande frequenti sul noleggio auto alle Canarie

<strong>Si può portare l’auto a noleggio da un’isola all’altra delle Canarie?</strong>

Quasi mai. Operatori come Autoreisen, Sixt e Centauro lo vietano nelle condizioni contrattuali, salvo autorizzazione scritta, e l’unico che lo consente in modo strutturato lo fa con un servizio a pagamento da richiedere in prenotazione. Il problema non è la sanzione ma la copertura assicurativa, che decade: Autoreisen scrive esplicitamente che le sue assicurazioni non coprono l’auto portata su un’altra isola. Conviene noleggiare un’auto per isola.

<strong>Su quale isola delle Canarie serve davvero l’auto?</strong>

A Fuerteventura è praticamente indispensabile, perché l’isola è lunga, le linee di autobus sono poche e le spiagge più belle sono fuori rete. A Lanzarote è molto consigliata, perché Timanfaya, El Golfo e il Mirador del Río non sono serviti dal trasporto pubblico. A Tenerife è utile ma non indispensabile, e a Gran Canaria è la meno necessaria, perché la rete di autobus è capillare.

<strong>A Tenerife si atterra a nord o a sud?</strong>

Tenerife ha due aeroporti. I voli diretti dall’Italia atterrano a Tenerife Sud (TFS), che serve la zona turistica meridionale: Playa de las Américas dista 4 km e Los Cristianos 27. Tenerife Nord (TFN) è a 10 km da Santa Cruz e a 27 da Puerto de la Cruz, ed è soprattutto lo scalo dei collegamenti con la penisola spagnola e le altre isole. Quando si prenota l’auto va verificato che il codice dell’aeroporto coincida con quello del volo.

<strong>Ci sono ZTL alle Canarie?</strong>

No. Il portale del governo regionale, aggiornato a inizio 2026, dichiara che nessun comune dell’arcipelago ha una zona a traffico limitato o a basse emissioni approvata e sanzionabile. Santa Cruz de Tenerife è la più avanti nell’iter ma con anni di transizione davanti. Esistono zone pedonali gestite con segnaletica e polizia locale, non con varchi elettronici: il rischio concreto per chi guida un’auto a noleggio è la multa per sosta.

<strong>Il carburante alle Canarie costa meno?</strong>

Sì, sensibilmente meno che in Italia, grazie al regime economico e fiscale speciale dell’arcipelago, che esclude i carburanti dall’accisa statale e applica un’imposta indiretta locale al posto dell’IVA. Il divario con la Spagna continentale è invece molto più contenuto. I prezzi cambiano di settimana in settimana e da isola a isola, quindi conviene guardare quelli esposti sul posto.

<strong>Si può andare a Cofete con l’auto a noleggio?</strong>

Formalmente no. Nessun contratto nomina Cofete, ma la strada che porta a quella spiaggia di Fuerteventura è sterrata, e le condizioni generali dei noleggiatori vietano di circolare su strade non asfaltate escludendo dalla copertura i danni che ne derivano. La responsabilità civile obbligatoria resta valida perché prevista dalla legge, ma le coperture sui danni al veicolo noleggiato decadono. Per andarci senza rischi esiste una linea di autobus pubblica con mezzi adatti allo sterrato.

<strong>Qual è il periodo migliore per andare alle Canarie?</strong>

Le Canarie si visitano tutto l’anno e l’inverno è alta stagione, non bassa: nei dati sugli arrivi del 2025 tutti i mesi estivi stanno sotto la media annua e gennaio porta più turisti di agosto. Sulle coste turistiche la media di gennaio è di 17-18 gradi e quella di luglio di circa 24. Per il noleggio significa che non esiste una finestra morta con prezzi stracciati, e che i periodi da prenotare per tempo sono l’inverno, l’inizio primavera e le feste di fine anno.

(Visitato 1 volte. Solo oggi ci sono state 1 visite a questo articolo)