Famiglia nel bosco, assalto di curiosi: chiedono selfie e video. Ingressi non autorizzati per conoscere Nathan e Catherine

La casa nel bosco è diventata un luogo che la gente vuole vedere. Fotografare. Raccontare. Qualcuno vuole un selfie. Qualcuno una copia del libro di Catherine “La mia verità”. Qualcuno arriva, entra nella proprietà e filma. Persino il clacson, soprattutto nelle ore notturne, è diventato parte di questa nuova attenzione. Dentro quel casolare ci sono ancora i suoi protagonisti: l’asinello Gallipoli, il cavallo Lee, i due cagnolini. E ci sono Nathan e Catherine. Due persone che chiedono il rispetto degli spazi personali per affrontare il dolore della separazione dai propri figli.

Il loro nome è ormai conosciuto. Il libro viene presentato, le sale si riempiono, arrivano messaggi di sostegno, appelli, manifestazioni di affetto. Ma la notorietà ha portato con sé anche la curiosità che arriva fino alla porta di casa. È una situazione che ha spinto i coniugi Trevallion Birmingham a rivolgere un messaggio agli italiani, ringraziando per l’ondata di sostegno ricevuta, chiedendo però di poter conservare la propria privacy e lo spazio necessario per affrontare il momento che stanno vivendo. «Carissima Italia – scrivono – siamo profondamente commossi e onorati dall'ondata di sostegno e dal continuo desiderio reciproco di riunire i nostri meravigliosi figli. Siamo anche estremamente grati per il supporto al mio libro e al messaggio che trasmette. Vi preghiamo di comprendere che io e Nathan stiamo vivendo un trauma e uno stress incredibili da quasi due anni e vi chiediamo gentilmente di concederci la privacy e lo spazio di cui abbiamo bisogno per ritrovare la forza per i nostri figli. La nostra casa è un rifugio sicuro, fonte di guarigione e rinascita. Sarò presente e potrò dare il mio contributo durante le presentazioni del libro che organizzerò. Vi informiamo che il libro può essere acquistato online o presso la vostra libreria di fiducia: non abbiamo copie da vendere. Vi inviamo tanto amore, luce e gratitudine. Grazie per la vostra comprensione e il vostro sostegno».

Intorno alla vicenda si sono susseguite manifestazioni di sostegno da parte di cittadini, esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo e rappresentanti delle istituzioni. A riferirlo è Tonino Cantelmi, consulente di parte della coppia anglo-australiana. «Rimaniamo stupiti dal potente sentiment popolar-istituzionale verso la famiglia del bosco – afferma Cantelmi – le presentazioni del libro sono affollatissime e la gente è affettuosa ed entusiasta, scrittrici come Susanna Tamaro e showgirl come Amii Stewart hanno lanciato appelli, non sono mancate le preghiere del Papa né i richiami istituzionali della Garante Nazionale per l’Infanzia e della Presidente della commissione parlamentare per l’infanzia. Insomma c’è un mondo fatto di istituzioni, intellettuali e gente del popolo che non manca di esprimere affetto a Catherine e Nathan». Secondo Cantelmi, questa mobilitazione rappresenta per la coppia anche un sostegno nel momento di sofferenza che sta attraversando. I loro tre figli sono ospiti della casa famiglia di Vasto da nove mesi, dopo la sospensione della responsabilità genitoriale. Si attende la decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila sul possibile ricongiungimento. «Tutto questo – continua il consulente – aiuta a sopportare l’immenso dolore e l’immensa sofferenza che in questo momento vive, ma ci induce a sperare, ci induce a pensare che questa storia non possa che finire bene. Non credo che ci sia ancora qualcuno che, come Hiroo Onoda, sia ancora convinto che la guerra non sia finita».

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