L’AD di TIM, Pietro Labriola, nel presentare i risultati del secondo trimestre 2026 dell’azienda, ha fatto emergere la presenza di problemi alla qualità dei servizi wholesale di rete fissa forniti da FiberCop, che colpirebbe non solo TIM ma tutti gli operatori, facendo scattare la replica da parte di FiberCop.
L’argomento è stato discusso nel corso della consueta Conference Call del Gruppo TIM, che si è svolta dalle ore 11:00 di oggi, 30 Luglio 2026, con cui l’operatore ha illustrato i risultati finanziari del secondo trimestre 2026 e del primo semestre 2026 (quindi fino al 30 Giugno 2026) del Gruppo TIM.
Nello specifico, nell’ambito della presentazione delle performance di TIM Consumer, parlando delle aggiunte nette di TIM nel segmento fisso, l’Amministratore Delegato di TIM, Pietro Labriola, ha sottolineato che nel secondo trimestre 2026 sono leggermente peggiorate rispetto al trimestre precedente, specificando che questo risultato è stato influenzato da problemi di qualità del servizio registrati dal principale provider wholesale di TIM, ossia FiberCop.
Nel corso della presentazione, Labriola si è poi focalizzato su questo aspetto, in particolare inserendolo tra i fattori esterni da attenzionare per il futuro, in contrapposizione alle diverse opportunità strutturali che potranno supportare la prossima fase del Gruppo TIM.
Nello specifico, Labriola ha spiegato che i problemi sulla qualità del servizio fornito da FiberCop hanno impattato negativamente sullo slancio commerciale di TIM in alcune aree, in particolare peggiorando il tasso di abbandono (churn) e le aggiunte nette di linee fisse.
A questo proposito, l’AD di TIM ha dichiarato che il ripristino del livello di performance atteso in tutto l’ecosistema sarà una priorità.
La questione è stata poi maggiormente approfondita durante la sessione di domande e risposte con gli analisti.
In primis, su questo argomento è intervenuto Andrea Rossini, Chief Consumer, Small & Medium Business Market Officer di TIM, il quale ha specificato che si tratta di un “leggero deterioramento” delle performance nelle attività di delivery e assurance realizzate da FiberCop, affermando che TIM ci sta lavorando con FiberCop, fiduciosi che la problematica possa essere affrontata.
Rossini ha inoltre affermato che questi problemi hanno avuto un impatto, ma l’azienda non li vede come un fattore strutturale.
Successivamente, ha poi ripreso la parola Pietro Labriola, il quale ha dichiarato:
“Stiamo riscontrando un deterioramento nel livello della qualità di delivery e assurance. Non si tratta di un problema specifico di TIM, ma potete chiedere all’AGCOM o a tutti i nostri competitors, perché tutti stanno riscontrando questo tipo di situazione, più sui servizi tradizionali, FTTC e linee PSTN, meno nella FTTH. È qualcosa che non vogliamo, perché danneggia la nostra base clienti.
Non lavoriamo per giocare con le penali a carico del fornitore: siamo un fornitore di servizi e vorremmo che i nostri clienti possano godere delle opportunità che arrivano dalla banda ultralarga. Non è ancora una questione strutturale, ma deve essere affrontata molto presto”.
L’AD di TIM, rispondendo ad una domanda che chiedeva quali siano le effettive problematiche riscontrate, ha detto di non essere in grado di dire perché ci sia questo deterioramento della qualità, dichiarando che questa sarebbe una domanda da porre direttamente a FiberCop.
Pietro Labriola ha poi precisato che ciò che si sta riscontrando nello specifico è un peggioramento della qualità delle installazioni e della manutenzione delle linee dei clienti sulla rete FiberCop.
In ogni caso, l’AD di TIM ha chiarito che il problema del deterioramento dei servizi forniti da FiberCop non è collegato alle azioni legali in corso sui prezzi dei listini wholesale di FiberCop.
A questo proposito, in merito ai nuovi listini wholesale che FiberCop ha sottoposto ad AGCOM, Pietro Labriola ha affermato che sarebbero stati respinti dall’Autorità, ricordando che non è solo TIM ad essersi lamentata, per vari motivi, ma anche tutti gli altri operatori.
Cosa ha risposto FiberCop all’AD di TIM
Nel pomeriggio di oggi, 30 Luglio 2026, secondo fonti verificate da MondoMobileWeb, FiberCop ha risposto con una nota alle dichiarazioni dell’AD di TIM, Pietro Labriola, precisando quanto segue:
“In merito alle dichiarazioni odierne dell’AD di TIM, FiberCop precisa che è costantemente impegnata nell’assicurare a tutti gli operatori che utilizzano la propria rete i più elevati livelli di qualità e di servizio.
I relativi indicatori risultano complessivamente in linea, e anche migliorativi, rispetto ai livelli pre-separazione.
Per garantire la continuità e la qualità del servizio su oltre 13,7 milioni di linee attive, FiberCop si avvale ogni giorno di una forza operativa di circa 13mila tecnici, tra personale interno e imprese partner.
L’azienda continua a investire nell’innovazione tecnologica e nello sviluppo dei processi operativi con l’obiettivo di migliorare ulteriormente l’esperienza degli operatori e dei loro clienti.
Quanto ai listini wholesale, così come previsto dall’iter regolatorio, l’Autorità ha formulato le proprie osservazioni sulla proposta avanzata da FiberCop: il procedimento prosegue secondo l’iter previsto”.
Dunque, FiberCop non conferma quanto dichiarato da TIM, affermando che gli indicatori della qualità dei suoi servizi risulterebbero essere in linea, e anche migliori, rispetto ai livelli riscontrati prima della separazione da TIM.
In merito invece ai nuovi listini wholesale, FiberCop precisa che l’AGCOM avrebbe formulato delle osservazioni sulla proposta, ma sottolinea che l’iter del procedimento prosegue come previsto.