La ricerca ha analizzato i dati di oltre 50.000 persone, provenienti da Svezia, Danimarca, Estonia, Austria, Germania, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Svizzera, Lussemburgo, Spagna, Italia, Repubblica Ceca, Slovenia e Israele, partecipanti al Survey of Health and Ageing in Europe (SHARE)
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Fumare non fa solamente male alla salute ma anche alla vita sociale. A dimostrarlo una ricerca presentata al congresso della Società Europea di Pneumologia a Barcellona, in Spagna e illustrata dal dottor Keir Philip, docente clinico di medicina respiratoria presso il National Heart and Lung Institute dell'Imperial College di Londra. Oltre ai noti effetti nocivi di sigarette e altri dispositivi, è stato appurato che chi fuma, nel tempo, si sente più solo.
I risultati della ricerca
Lo studio ha analizzato i dati di oltre 50.000 persone, provenienti da Svezia, Danimarca, Estonia, Austria, Germania, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Svizzera, Lussemburgo, Spagna, Italia, Repubblica Ceca, Slovenia e Israele, partecipanti al Survey of Health and Ageing in Europe (SHARE). Confrontando, a distanza di due anni, le risposte dei partecipanti fumatori e di quelli non fumatori si è stabilito che i primi sperimentavano un maggiore aumento della solitudine nel tempo con lievissime variazioni tra le diverse regioni europee. Tra le motivazioni secondo le quali, per i ricercatori, il fumo contribuisce ad aumentare il senso di isolamento c’è sicuramente una limitazione della mobilità data dalle malattie progressive correlate al fumo (che solo in Italia generano 26 miliardi di euro di costi diretti e indiretti). Non solo. “I divieti di fumo nei luoghi pubblici e gli ambienti informali liberi dal fumo nelle case private – sottolinea il dottor Philip - potrebbero rendere tali luoghi meno attraenti per i fumatori, limitando così le opportunità di interazione sociale”.
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L'equazione fumo-isolamento sociale
Il dottor Philip ritiene che sia necessario cambiare la narrazione pubblica rendendola in linea con i dati. "Fumare non è un'attività sociale; la nostra ricerca dimostra che porta a un maggiore isolamento sociale e solitudine. Diffondere il messaggio attraverso vari canali sarà fondamentale, dai pub alle politiche pubbliche: è necessario chiarire l'impatto psicosociale del fumo”. Il professor Des Cox, membro del Consiglio di Advocacy della Società Europea di Pneumologia e professore clinico presso l'University College di Dublino, aggiunge: "Si tratta di informazioni importanti per chi fuma. È fondamentale supportare le persone a smettere di fumare senza stigmatizzarle. Dal livello individuale a quello politico, questi risultati dimostrano che, oltre a danneggiare la salute fisica, il fumo sembra danneggiare anche aspetti della salute psicosociale. L'idea che fumare possa essere un'attività 'sociale' dovrebbe essere messa in discussione, poiché le prove indicano il contrario."