Furti, tre episodi in cinque giorni al ristorante. Ragazza insegue e blocca il ladro: «Ora giro con lo spray al peperoncino»

TREVISO - Due furti in cinque giorni al ristorante TanaLiberaTutti di Piazzale Burchiellati. Tre contando quello ai danni di una ragazza che seguiva il corso di cucina all’interno del locale, riuscita a salvare la sua bici elettrica dal ladro grazie al sistema di geolocalizzazione.
«L’ho seguito e lui è scappato, ma a ripensarci non lo rifarei - racconta Nicoletta -, avrebbe potuto reagire e aggredirmi. Ora ho deciso di girare con lo spray al peperoncino, e ne ho regalato uno anche alla ragazza che ogni sera chiude il locale ed esce da sola».
Il titolare di TanaLiberaTutti, Michele Pozzobon, che è anche presidente Fipe, non vuole arretrare di fronte ai delinquenti che girano per il centro e rilancia: «Non dobbiamo fare passi indietro. Se dopo un furto spegniamo le luci, chiudiamo prima e smettiamo di frequentare la città, allora hanno vinto loro». 

I ladri sono entrati nel locale due volte, il 21 e il 25 settembre, sempre dopo mezzanotte. Nel primo colpo hanno portato via la parte più consistente del bottino per un totale di 2300 euro. Pochi giorni dopo uno dei due uomini è tornato, trovando però la cassa già completamente svuotata proprio dopo quanto accaduto la prima volta. Una doppia incursione ravvicinata che Pozzobon, presidente provinciale di Fipe oltre che imprenditore della ristorazione, racconta senza cedere alla narrativa di una Treviso diventata improvvisamente insicura.
«È evidente che episodi di questo tipo fanno arrabbiare e fanno riflettere. Ma non voglio vivere né lavorare con la paura. Treviso non è una città nella quale mi sento insicuro». La dinamica dei due furti è al vaglio dei carabinieri grazie alle immagini delle videocamere della farmacia vicina che hanno immortalato la scena. L’ingresso del locale è stato forzato intervenendo direttamente sulla serratura della porta antipanico. I danni materiali alla struttura sono rimasti contenuti con qualche graffio e i segni dell’effrazione, ma nessuna devastazione all’interno del locale.
Più pesante il conto di quanto portato via tra denaro contante, dispositivi elettronici, tablet e altra merce per un valore complessivo che si aggira attorno ai tremila euro. «Nei filmati si vedono due uomini, entrambi a volto scoperto. Uno dei due è poi tornato in occasione del secondo episodio - racconta Pozzobon -. Non sono ragazzini ma uomini adulti. Entrare in un locale senza nemmeno preoccuparsi di nascondere il volto significa evidentemente avere una percezione molto bassa del rischio. Credo che questo debba farci riflettere. Chi compie questi furti sa di poter tentare il colpo con una certa facilità e probabilmente conta sul fatto che le conseguenze siano limitate». 

Nel mirino dei ladri, suo malgrado, c’è finita anche Nicoletta, una corsista della scuola di cucina Cookiamo di Giorgia Sarra, che utilizza gli spazi del ristorante TanaLiberaTutti di Pozzobon: «Giovedì facevamo un corso di cucina asiatica con la nostra cuoca Miki Yura e una ragazza è venuta con la bici elettrica - racconta Giorgia -. L’ha parcheggiata sulla rastrelliera davanti al locale ma un uomo, di colore, ha tentato di rubarla. Quando ha ricevuto l’allarme del dispositivo anti furto sul telefonino è uscita, riuscendo a fermarlo in tempo. Lui ha mollato la bici elettrica ed è scappato. Ma se non era per l’allarme ce l’avrebbe fatta. Si sarebbe trattato dell’ennesimo furto nella stessa settimana».
La vittima, Nicoletta Linguanti, ha deciso d’ora in poi di portare sempre con sè lo spray al peperoncino: «La bici non l’avevo legata, perchè era in un cortile interno, ma la ruota era bloccata. I ladri hanno cercato di portarla via di peso, verso piazzale Burchiellati: ho visto sul telefonino che si spostava, e poi è scattato l’allarme sonoro. Ho sentito il Gps che indicava la bici in movimento, sono uscita e ho rincorso il ladro. A ripensarci non lo rifarei, avrebbe potuto reagire. Ma dopo quanto successo sono andata a prendere lo spray al peperoncino, e ne ho regalato uno anche alla ragazza che chiude la sera tardi e quando esce si trova da sola».

Pozzobon separa nettamente il fenomeno della microcriminalità dal giudizio complessivo sulla sicurezza della città. «Dire che Treviso è diventata una città insicura sarebbe sbagliato - spiega l’imprenditore -. I furti esistono, non sono episodi da ignorare e probabilmente non sono nemmeno così isolati come vorremmo. Ma un conto è riconoscere il problema, un altro è trasformarlo in una paura generalizzata. Quando la città si svuota e si spengono le luci, inevitabilmente si creano condizioni più favorevoli per chi vuole delinquere. La risposta non può essere chiuderci dentro. Dobbiamo continuare a vivere il centro ancora di più». Al TanaLiberaTutti, comunque, qualcosa cambierà. Dopo il doppio furto saranno rafforzati i protocolli interni, soprattutto sulla gestione del contante. L’obiettivo è lasciare all’interno del locale quanto meno denaro possibile durante la notte e incentivare ulteriormente i pagamenti elettronici.