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Tagli del 20%, le associazioni: "Bene Eni però siamo ancora nella tempesta". Dall’avvio della guerra in Iran il prezzo è salito da 0,85 a 1,62 euro al litro.

Tagli del 20%, le associazioni: "Bene Eni però siamo ancora nella tempesta". Dall’avvio della guerra in Iran il prezzo è salito da 0,85 a 1,62 euro al litro.

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Lo sconto del 20% sul gasolio agricolo, una boccata d’ossigeno per le imprese. "L’annuncio di Eni della riduzione del prezzo dei carburanti commercializzati da Enilive al mondo agricolo e della pesca è un’ottima notizia", il plauso delle associazioni agricole. Lo sconto sarà applicato fino al 31 ottobre e potrà essere esteso fino a fine dicembre sulla base dell’andamento del mercato e della disponibilità di gasolio.
Gli imprenditori respirano ma i prezzi sono ancora alle stelle, fanno male al portafoglio, ai bilanci delle aziende dei campi e del mare. Bene Eni, ma siamo ancora nel pieno della tempesta, il serbatoio piange. Dall’avvio della guerra in Iran il prezzo del gasolio agricolo è passato da 0,85 a 1,62 euro al litro. La quotazione media mensile a settembre è stata la più alta registrata, superando il record del 2022 causato dallo scoppio della guerra in Ucraina. Per arare un campo di 11 ettari (la dimensione media di un’azienda), un agricoltore spende oggi 600 euro in più rispetto al febbraio scorso. "Nei campi il lavoro non può fermarsi. Trattori, mietitrebbie, carri, impianti d’irrigazione, devono continuare a funzionare secondo il calendario delle colture. È questo che trasforma il rincaro del gasolio da semplice variazione di listino a problema di liquidità per le imprese", scende in campo in modo deciso Paolo Cavalcoli, direttore di Confagricoltura. La questione gasolio, i rincari preoccupano un mondo che si muove, lavora, il carburante ossigeno. Forte preoccupazione condivisa anche dall’altra associazione di categoria agricola, Coldiretti.
"Coldiretti ha presentato esposti in Procura – ricostruisce questi mesi Alessandro Visotti, direttore provinciale – contro i rincari anomali del gasolio agricolo e promosso mobilitazioni dei produttori per richiedere interventi urgenti, ottenendo credito d’imposta (fino al 20% della spesa sostenuta per carburanti agricoli e serre) e stanziamenti specifici per il comparto della pesca con i fondi comunitari Feampa". Rincari che fanno tremare i polsi. Fondamentali in questo momento gli aiuti. "Il decreto – riprende Cavalcoli – che introduce un credito d’imposta fino al 20% è stato pubblicato lo scorso 9 settembre in Gazzetta Ufficiale, e riguarda gli acquisti effettuati nei soli mesi di marzo, aprile e maggio (il carburante acquistato a settembre, con prezzi addirittura più elevati, non beneficia del credito d’imposta). La somma stanziata è di 90 milioni. Ecco quindi che l’aiuto che arriverà agli agricoltori potrebbe essere ben poca cosa". Cavalcoli batte con forza su questo aspetto, bene i ristori ma non coprono in toto i maggiori costi determinati dal caro gasolio. Ad oggi è stata attivata la prima tipologia di sostegno finanziario, con 45,6 milioni concessi dall’Unione con la riserva di crisi ai quali si sono aggiunti 91,2 milioni di cofinanziamento nazionale, per un totale di 136,8 milioni. Le colture che ne beneficiano, cereali, mais, barbabietola, girasole, colza. Balza agli occhi un grande assente. Il settore ortofrutticolo che per la nostra provincia è fondamentale. "Stiamo cercando di far inserire anche queste colture che sono l’anima dell’agricoltura ferrarese".
Visotti apre un’altro fronte. "L’aumento dei costi energetici e di trazione incide pesantemente sulla logistica e sui trasporti su gomma (che in Italia muovono l’88% delle merci), penalizzando l’intera filiera agroalimentare e i prezzi finali al consumo. Abbiamo richiesto l’attivazione di misure straordinarie a livello comunitario con risorse aggiuntive e non, attingendo ai fondi già a bilancio per l’agricoltura o la pesca di fronte ad uno scenario che tocca direttamente i costi di produzione, non solo carburante ma anche energia, fertilizzanti, fitofarmaci, mentre i prezzi dei prodotti sono in stagnazione se non in regressione. Una situazione insostenibile che comprime la redditività delle imprese agricole, già alle prese nel nostro territorio con i danni causati dalle calamità atmosferiche".
Mario Bovenzi
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