I Giochi non si fermano. Il rumore degli arresti non spegne la notte ai tavoli del ‘casinò’

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Centinaia di persone davanti alle slot machine e alla roulette dopo l’inchiesta sul riciclaggio che ha investito la società di San Marino. E le fiches continuano a girare: "Avevo solo paura che fosse chiuso".

L’esterno dei Giochi del Titano nella serata in cui è venuta alla luce l’inchiesta che ha portato all’arresto del direttore generale della sala scommesse

L’esterno dei Giochi del Titano nella serata in cui è venuta alla luce l’inchiesta che ha portato all’arresto del direttore generale della sala scommesse

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Fuori è buio. Nel parcheggio dei Giochi del Titano ci sono parecchie macchine, una accanto all’altra, mentre dalla strada che porta a Rovereta, la zona industriale di San Marino, tutto sembra scorrere come in una sera qualunque. È quasi mezzanotte di venerdì e dentro la sala, le slot continuano a suonare, la roulette gira e le fiches passano di mano. La notizia dell’indagine è arrivata fin qui ma sembra non aver cambiato le abitudini dei giocatori. È questo ciò che vediamo ai Giochi del Titano, pochi giorni dopo la perquisizione della sala in seguito all’inchiesta avviata dalla procura di Ravenna. Un’indagine che ipotizza un sistema di riciclaggio e autoriciclaggio attraverso false fatturazioni e presunte vincite alle slot, per un giro di denaro di quasi 7,5 milioni di euro.

La domanda viene quasi naturale: dopo quello che è successo, c’è ancora voglia di entrare? Il parcheggio dà già una prima risposta. Le auto sono tante. Alcune sono lì da chissà quanto. Sono circa le 23 e la sala è aperta dalle 14. Per chi è arrivato nel pomeriggio dunque, la giornata davanti alle ‘macchinette’ o ai tavoli può essere già lunga, ma mancano ancora diverse ore alla chiusura, fissata alle 6 del mattino. Davanti all’ingresso un gruppetto fuma una sigaretta. Aspetta di entrare, ride, parla. Uno racconta di aver avuto un dubbio prima di venire. "Avevo paura fosse tutto chiuso dopo quello che ho letto". Non lo è.

La porta si apre e una volta dentro, sembra che la notizia di questi giorni sia rimasta dall’altra parte. Prima la tessera, la fotografia, i dati anagrafici e poi si entra. Non ci sono finestre e non ci sono orologi. Il tempo qui dentro, diventa una cosa difficile da misurare. Le ‘macchinette’ sono accese una accanto all’altra: schermi, colori, simboli che scorrono. Il rumore è continuo: pulsanti, musichette, suoni elettronici. Le sedie davanti ai giochi sono quasi tutte occupate, in totale ci saranno più di 200 persone. Ci sono uomini e donne, italiani e stranieri, persone anziane e ragazzi. Una mamma con la figlia, un gruppo di asiatici, coppie che si spostano da una macchina all’altra e c’è chi gioca da solo e sembra non accorgersi di quello che succede intorno. Gli occhi restano fissi sullo schermo. Una sigaretta nella mano sinistra, il dito pronto a premere con la destra. I simboli girano, si fermano e ripartono. Un clic dopo l’altro, una giocata dopo l’altra. La scena si ripete lungo tutta la sala, mentre le conversazioni restano poche e la concentrazione è tutta davanti a quelle combinazioni che cambiano di continuo.

Si scende al piano interrato, dove ci sono i tavoli da gioco: roulette, blackjack, poker. Qui l’età, almeno a colpo d’occhio, sembra più bassa. Ragazzi e piccoli gruppi si fermano attorno ai tavoli: c’è chi osserva e chi prende posto per giocare. Intanto il movimento tra i tavoli e la cassa non si interrompe. Il denaro viene cambiato in fiches, le fiches tornano alla cassa e il percorso ricomincia. I Giochi del Titano resteranno aperti fino alle 6. C’è chi uscirà con qualche soldo in più e chi con meno di quando è entrato. E altri, prima ancora di tornare a casa, avranno già in testa la prossima giocata. Una volta fuori, è di nuovo il parcheggio a parlare: tra le auto capita di vedere una persona seduta al volante, ferma, con la testa appoggiata tra le mani. Il prezzo da pagare quando si tenta la sorte. Nel frattempo il caso che impazza sui giornali non ha attecchito dentro le sale, i croupier raccolgono le carte e si preparano per un altro turno di gioco e le porte che si aprono continuano ad accogliere migliaia di persone ogni giorno.

Federico Tommasini

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