VENEZIA - Un’altra attività artigiana vittima del caro affitti. Questa volta tocca a Millevoglie, la gelateria di salizada San Rocco, aperta nel 1991 da Tarcisio Carolo. Un’istituzione in questo angolo di Venezia. 35 anni di attività, tra gelati cremosi e pizze al taglio, che hanno conquistato tanti affezionati clienti. «E 36 anni di affitti regolarmente pagati - aggiunge, con amara ironia, Tarcisio - I periodici aumenti, ad ogni rinnovo di contratto, li avevo sempre accettati. Ma stavolta la richiesta è stata troppo alta: da 8.250 a 11.000 euro al mese, per 56 metri quadri, il 30% in più. Un rincaro oltretutto ingiustificato, visto che questa zona non ha più i flussi di una volta. Non ci sarei stato con i costi. E così, a fine mese, chiudiamo».
La mazzata è arrivata prima dell’estate, in vista della scadenza del contratto fissata fine luglio. La proprietà, una famiglia veneziana, ha fatto la sua richiesta. Inaccettabile per la gelateria. «A quel punto ho chiesto di restare altri due mesi. Me lo hanno concesso, ma a 12.000 euro al mese» aggiunge Tarcisio, mostrando la schermata del versamento. «Dal 30 settembre chiudiamo, non so chi verrà dopo di noi. Avranno trovato delle opportunità migliori della nostra attività».
Collaboratori fidati
Tarcisio continuerà a vendere i suoi prodotti nell’altra sede di Millevoglie, aperta qualche anno fa, a Cannaregio, ai piedi del ponte dei Giocattoli. Ma ovviamente il personale sarà ridotto. Oggi in cinque lavorano nella sede di San Polo, tra cui il figlio di Tarcisio, altrettanti a Cannaregio. «Ma troveranno lavoro, questo è certo, sono bravissimi e c’è richiesta - assicura Tarcisio, ieri in bottega con due dei suoi collaboratori più fidati, Durim Ghasi e Florim Merlaku - Uno è un gelataio esperto, è l’artista di queste vasche con i riccioli, l’altro è un vero factotum. Avevano già cercato di portarmeli mia. Ma sono con me da più dieci anni. Chissà, magari con mio figlio, troveranno un locale meno caro dove riaprire».
Rincaro ingiustificato
Una famiglia di gelatai, quella dei Carolo. Il fratello di Tarcisio, Lucio, ha la gelateria di calle dei Fabbri. «Io avevo iniziato come macellaio a San Lio, vicino alla Boutique del gelato - continua Tarcisio - Ma diventai amico del gelataio, il nonno degli attuali titolari. Cominciò così. Mi appassionai e da allora mi sono perfezionato sempre più. Ho fatto corsi anche da pizzaiolo». Il Millevoglie di San Rocco, inaugurato nel 1991, è diventato presto un punto di riferimento. «Facciamo il gelato ogni giorno, dalle 7 alle 13. Ma rispetto ai primi tempi abbiamo perso molta della clientela di passaggio - continua Tarcisio -. Con l’apertura del ponte di Calatrava avevamo già avuto un calo del 30% del fatturato. Ora ci si è messo anche Google che spostando il flusso sulle calli parallele ci ha fatto perdere un altro 20%. Ci sono rimasti gli habitué. Ecco perché dico che questo aumento del canone d’affitto non era accettabile. Mi dispiace chiudere, ma sono contento lo stesso. So che i miei collaboratori troveranno un’alternativa. E io, a 68 anni, resterò a dare una mano nel negozio del ponte dei Giocattoli».
Il fenomeno
Resta il tema più generale di un caro affitti che sta strozzando tante attività. Artigiane in particolare. A denunciarlo, non più tardi di un mese, fa era stata la stessa Cna Venezia che, con Iuav, sta lavorando ad una mappatura degli affitti e dei rincari che stanno mettendo in crisi tante attività. La stima da un primo campione di una cinquantina tra laboratori e negozi iscritti all’Albo artigiani era stata di aumenti tra il 25 e il 30%. Come nel caso di Tarcisio che ha deciso di chiudere.