PADOVA - La moschea di via Turazza si sposta in via Uruguay e Bressa rassicura: «Il trasferimento è già in atto, per questo abbiamo concesso una proroga rispetto al provvedimento di abuso edilizio». Complice il clamore mediatico legato al braccio di ferro tra il sindaco di Venezia Simone Venturini e la comunità bengalese sulla costruzione di una grande moschea a Mestre, anche a Padova torna la polemica – alimentata soprattutto dalla consigliera regionale leghista Eleonora Mosco - sui luoghi di preghiera utilizzati dalle comunità islamiche. Risale, per esempio, a fine luglio la notizia che l'europarlamentare del Carroccio Anna Maria Cisint ha presentato un esposto contro il sindaco Giordani per la gestione dell’immobile utilizzato come luogo di preghiera alla Stanga.
Il caso politico
Secondo la Lega, infatti, l’amministrazione comunale, dopo la contestazione dell’abuso edilizio, non avrebbe fatto abbastanza per chiudere la moschea e per trasferirla altrove. E proprio sulla questione ieri è tornato il vicesindaco Antonio Bressa. «Abbiamo evidenze oggettive che il trasferimento sia in corso e questo giustifica la proroga concessa. Ovviamente seguiremo con attenzione il percorso finché il tutto entro i tempi che ci avevano comunicato si concretizzi» ha premesso Bressa.
Il dettaglio
A quanto si apprende, in tempi brevi l’associazione culturale Al-Hikmah sarebbe pronta a trasferirsi dalla Stanga alla zona industriale. Ad accogliere i fedeli sarà un immobile in via Uruguay. Sulla localizzazione del nuovo immobile, però, per timore delle immancabili polemiche legate a questa vicenda, ieri a Palazzo Moroni le bocche sono rimaste cucitissime. Nonostante questo, pare confermata la nuova collocazione del luogo di culto.
«Il trasferimento di un centro culturale non è un'operazione che si conclude in pochi giorni: richiede il tempo necessario per perfezionare l'acquisto di un nuovo immobile, eseguire gli eventuali interventi necessari e completare tutti gli adempimenti previsti – ha detto ancora il numero due di Palazzo Moroni - L'amministrazione sta gestendo questa situazione con serietà e correttezza, tutelando i diritti di tutte le parti coinvolte e garantendo il pieno rispetto della normativa vigente. La procedura relativa all'utilizzo improprio degli spazi non si è mai interrotta; oggi, però, deve necessariamente coordinarsi con il percorso di trasferimento già avviato, che entrerà nella sua fase operativa in autunno». «Noi continuiamo a lavorare senza propaganda e senza alimentare tensioni inutili. Il nostro compito è far rispettare le regole, garantendo al tempo stesso i diritti e le libertà riconosciuti dal nostro ordinamento. È questo l'approccio pragmatico e responsabile che continueremo a seguire» ha concluso Bressa.
Le contestazioni
Ma quali sono gli abusi edilizi contestati all’associazione Al-Hikmah in via Turazza? La vicenda affonda le radici in una serie di irregolarità urbanistiche che risalgono ormai a qualche anno fa. I locali, originariamente accatastati come negozio, sono stati trasformati di fatto in una moschea senza alcuna autorizzazione. E dopo vari avvisi da parte degli agenti della Polizia locale, sono arrivate le prescrizioni. Dal verbale di luglio 2025 emerge come, in virtù della destinazione d'uso, quei locali non potessero essere utilizzati come luogo di culto. È scattato, così, l'ordine di demolizione di tutte le opere abusive realizzate all'interno.