Giorgia Meloni: «Il gas russo non costa meno agli italiani». Mosca gela la premier: «L'accordo sul gasolio non è affare suo»

Il no al gas di Mosca

Durante la replica alla Camera dei deputati, a seguito del dibattito sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo, Giorgia Meloni è tornata con fermezza sulla questione delle risorse energetiche russe, smentendo la tesi secondo cui il ritorno alle forniture da Mosca garantirebbe un calo dei prezzi per le famiglie italiane.

«Io riporto quello che è già stato in varie occasioni spiegato da me, ma ancora meglio di me è stato spiegato dall'Amministratore Delegato di Eni Descalzi», ha dichiarato la premier in Aula. «Il gas russo non costa meno agli italiani, costa meno ai russi, che è una cosa diversa. Il prezzo del gas in Europa è stabilito dalla Borsa olandese del TTF. Quando arriva viene venduto a un unico prezzo. Anche negli anni di maggiore importazione del gas russo in Italia, la componente russa è stata inferiore al 40% del totale, significa che il prezzo era stabilito prevalentemente da altri fornitori. Quindi una nuova importazione di gas russo non comporterebbe una riduzione del prezzo, almeno non per diversi anni».

Lo scontro

L'affondo della premier si inserisce nel quadro delle recenti perplessità espresse dall'Italia nei confronti dell'intesa sul gasolio russo annunciata dal presidente statunitense Donald Trump a margine di un colloquio telefonico con Vladimir Putin.

La reazione di Mosca non si è fatta attendere ed è arrivata tramite la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che ha commentato all'ANSA le posizioni espresse da Roma con toni estremamente perentori: «Prima di tutto non sono affari suoi.

Secondo, tornare alla frase uno». Un messaggio con cui il Cremlino rivendica la natura strettamente bilaterale dei suoi colloqui con Washington, respingendo le obiezioni dei governi europei.

La vicenda riflette così la netta spaccatura sulla gestione strategica ed economica della crisi. Da una parte Mosca mira a condurre trattative dirette con gli Stati Uniti sui dossier commerciali ed energetici, liquidando ogni interferenza europea. Dall'altra, la posizione dell'Italia e dei partner dell'Unione Europea ribadisce la necessità di mantenere la pressione economica su Mosca, sostenendo che l'indipendenza energetica sia la vera chiave per la sicurezza collettiva.

Il ringraziamento di Zelensky 

I thank @GiorgiaMeloni for the support and a clear, unequivocal, principled stance. Thank you for understanding who the aggressor is and what it means to build a dignified and lasting peace. This is possible only through strength and joint efforts for our security.

— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) October 14, 2026

Di segno diametralmente opposto la reazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha affidato a un messaggio su X la sua gratitudine per la linea tenuta dall'Italia.

«Ringrazio Giorgia Meloni per il sostegno e per aver assunto una posizione chiara, inequivocabile e basata sui principi», ha scritto il leader di Kiev. «Grazie per aver compreso chi è l'aggressore e cosa significhi costruire una pace dignitosa e duratura. Ciò è possibile solo attraverso la forza e gli sforzi congiunti a garanzia della nostra sicurezza».


Ultimo aggiornamento: mercoledì 14 ottobre 2026, 18:15

© RIPRODUZIONE RISERVATA