Napoli, a lezione di emozioni: i bimbi imparano dagli attori come affrontare il mondo senza paura

Lezioni di educazione alle emozioni in prima media, maestri d’eccezione due attori. Succede a Napoli, all’istituto Alberto Mario, in piazza Sant’Eframo Vecchio. Succede perché c’è stato l’incontro fra una dirigente scolastica illuminata, Francesca Velardi, e un gruppo teatrale pronto a mettersi in gioco, “Il nostro teatro”, quel che sta venendo fuori è un’esperienza destinata a cambiare la vita dei bambini.

L’appuntamento è nella nuova palestra della scuola, appena inaugurata, ancora piena di palloncini tricolori che hanno accolto il sindaco Manfredi al taglio del nastro.

I bambini di prima media arrivano facendo caciara, sistemano le sedie in cerchio e, pian piano, si tranquillizzano.

I professori sono due attori, Melina Merlino e Salvatore Barba, che mettono a loro agio gli studenti di prima media: scherzano, si muovono all’interno del cerchio, provano a rispiegare che bisogna saper raccontare e, soprattutto, saper ascoltare. Poi mettono faccia a faccia i ragazzini, due a due a turno, e chiedono loro di spiegare chi sono.  Le voci sono flebili, l’emozione aggroviglia le mani e i pensieri: «mi chiamo... ho tre fratelli... il mio colore preferito è...», sembra poco, invece è uno sforzo gigantesco. Alla fine i bambini sembrano felici, si rincorrono e ridono e s’azzuffano come fanno i cuccioli quando hanno troppa energia da buttare fuori.

«In realtà cerchiamo, nelle nostre possibilità anche di avvicinare il mondo dei genitori al mondo dei figli perché, in questo momento storico, si sono un po’ allontanati - Melina Merlino spiega il progetto fin dentro le radici - anche gli adulti sono in difficoltà, tra lavoro, separazioni, tensioni, divorzi, lentamente si distaccano dai loro figli e forse non li conoscono nemmeno più».

I genitori sono contenti di questo progetto perché sono preoccupati per il futuro dei loro figli e talvolta non hanno gli strumenti per capire come comportarsi: «Vuol sapere una cosa? - la preside Velardi parla con entusiasmo - a inizio d’anno scolastico cinque mamme di alunni di prima media mi avevano chiesto di cambiare classe ai loro figli, senza un motivo preciso. Era solo perché avevano paura dei nuovi compagni, paura dell’ignoto. Io le ho tranquillizzate e ho spiegato loro che c’era questo progetto che avrebbe aiutato i loro figli. Da quel momento non ho avuto più richieste di cambio classe. Si sono fidati, si sono affidati alla scuola e ne sono particolarmente contenta».

La dirigente scolastica è appena approdata a piazza Sant’Eframo, viene da anni in Toscana, a Piombino, e poi a Roma; ha portato alla Alberto Mario la sua esperienza e la sua umanità: «Questo progetto, il “teatro delle emozioni”, lo avevo attivato in Toscana perché mi sono reso conto che in prima media c'è necessità di ricreare i “gruppi classe”, tenendo conto della maturazione dei ragazzi, aiutandoli nella crescita».

E la crescita di questi bimbi di dieci, undici anni, passa anche per la gestione delle emozioni nuove che iniziano a provare: «Sì - sorride la preside - l’idea è proprio quella di insegnare la gestione delle proprie emozioni, la consapevolezza emotiva, la conoscenza di se stessi, perché se non si ha un'autonomia personale e non si può avere nemmeno un'autonomia sociale».

Condivide il pensiero, e il progetto, anche Salvatore Barba, attore, collega di Merlino all’associazione Culturale “Il nostro teatro”, e anch’egli tra i “maestri” del progetto: «L'importante nella vita è sapersi relazionare con gli altri, oggi manca proprio questo, purtroppo. È anche colpa dei social, dei telefonini, che producono un distacco dal punto di vista sociale. Però i bambini devono imparare a fare i bambini, ad essere bambini e ad empatizzare con gli altri - spiega con vigore Barba - Devono imparare a tirare fuori sé stessi conoscendo sé stessi. Il teatro insegna loro a fare proprio questo perché nel teatro è fondamentale la comprensione di sé stessi: non si può fare teatro se non ci si comprende innanzitutto chi si è, e cosa si ha».

Insomma, le ore di “teatro delle emozioni”, hanno un preciso scopo, quello di fornire nuovi strumenti di crescita ai bambini della prima media: «Questa attività mira a stimolare mindfulness, consapevolezza emotiva, gestione delle proprie emozioni per arrivare poi alla gestione delle relazioni - insiste la dirigente scolastica Velardi - l'attività mira proprio a creare il “gruppo classe”, quindi i ragazzi diventano maggiormente aperti verso l'altro, verso il ragazzo che non conoscono. Sono in una fascia di età molto particolare, questo progetto serve anche per la maturazione emotiva, si tratta di competenze non cognitive trasversali. Proviamo a insegnare loro come gestire le emozioni».

Nel corso dell’intensa mattinata all’attrice  Melina Merlino il sorriso s’incrina, solo per un attimo, quando pensa alla difficoltà di questi bimbi nel confrontarsi con il mondo reale: «Ecco che noi dobbiamo cercare di avvicinare il mondo dei grandi con il mondo bambino, il mondo del sogno con il mondo reale con il quale purtroppo ci scontriamo anche noi adulti. Sappiate, genitori, che si impara anche giocando, a tornare nel mondo dei bambini - qui il sorriso rinasce - perché in ognuno di noi esiste un Peter Pan e il teatro vien fatto da chi ha un Peter Pan dentro, ecco perché i bambini sono bravi attori, perché non hanno filtri, loro pensano davvero di essere il personaggio che interpretano». La donna smette di parlare, vede disegnata a terra una “campana” e non ci pensa un attimo, inizia a saltellare sui quadrati colorati, una bimba la segue entusiasta. Missione compiuta, in quel momento di saltelli condivisi davvero non c’è differenza tra il mondo dei grandi e quello dei piccoli