La quiete della domenica è stata interrotta da fumo e fiamme a Giugliano. Potrebbe non sembrare una novità in Terra dei fuochi ma stavolta è più critico del previsto dato che il vasto incendio è divampato all’interno del sito di stoccaggio delle ecoballe di Taverna del Re, uno dei luoghi simbolo dell’emergenza rifiuti che per anni ha segnato la Campania.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco insieme ai carabinieri del 10° Reggimento Campania e della Compagnia di Giugliano. Non risultano persone ferite. Il rogo ha interessato una porzione del cumulo di ecoballe già movimentato dal sito di stoccaggio e destinato al trasferimento. Resta da chiarire l’origine delle fiamme e saranno gli accertamenti dei prossimi giorni a ricostruire le cause. Ciò che appare visibile dalle prime immagini diffuse è che i teloni e l’immondizia stipata in una piazzola sono andati in fumo. L’aria per chilometri era irrespirabile. Per stabilire l’origine tutte le ipotesi sono al vaglio. E la pista dolosa non è da escludere. Anche perché la combustione autonoma in rifiuti che oramai non hanno più nulla di organico appare più difficile da perseguire. Ma solo le telecamere presenti in zona potranno dire la verità.
Il vertice
Il prefetto di Napoli ha convocato il Centro coordinamento soccorsi. L’Arpac monitora l’aria con le proprie centraline. «La priorità è tutelare la salute delle cittadine e dei cittadini e l’ambiente, con la massima attenzione e senza creare allarmismi, ma anche senza abbassare la guardia» ha dichiarato l’assessora all’Ambiente regionale, Claudia Pecoraro.
L’attenzione è inevitabilmente alta perché il rogo si è sviluppato in uno dei siti di stoccaggio più attenzionati della Campania. Taverna del Re rappresenta infatti una delle eredità più imponenti della lunga stagione dell’emergenza campana, quando enormi quantità di rifiuti furono trasformate in balle e accumulate in attesa di una soluzione definitiva.
Non è la prima volta che un incendio divampa nel sito. Accadde già nel 2017 dove andarono in fiamme 200 quintali di balle. L’intervento dei vigili del fuoco è proseguito per ore, mentre i carabinieri hanno presidiato il sito e raccolto gli elementi utili alle verifiche. Il sito giuglianese fu attrezzato all'inizio degli anni 2000 con piazzole destinate allo stoccaggio di immondizia proveniente da tutta la regione.
Lo smaltimento
Da allora, ormai oltre venti anni, Taverna del Re è rimasto uno dei simboli più evidenti di quella stagione. Per affrontare il problema della rimozione delle ecoballe, da giugno 2024 è attivo a Ponte Riccio un impianto destinato al loro trattamento. L’obiettivo è recuperare dai rifiuti i materiali ancora riciclabili, principalmente metalli e, in misura minore, plastiche, mentre la parte restante viene destinata al recupero energetico, anche fuori dai confini nazionali. Lo smaltimento prevede più linee di intervento ma nello specifico l’impianto, a pieno regime, è strutturato per riprocessare circa 200mila tonnellate di materiale l’anno.
Secondo l’accordo sottoscritto dalla Regione con la società che lo gestisce, l’attività dovrebbe proseguire per almeno due anni lavorando sui rifiuti prelevati proprio dal sito di Taverna del Re. Nel 2025 l’obiettivo della Regione, annunciato dall’ex assessore all’Ambiente Bonavitacola, era di rimuovere 700mila tonnellate di ecoballe, portando al 72% il processo di smaltimento dei 4,2 milioni di tonnellate totali, presenti nei vari siti regionali.
Afragola
Quello di Taverna del Re non è però l’unico incendio che riaccende l’allarme ambientale nell’area a nord di Napoli.
Ad Afragola le fiamme hanno colpito la Masseria Antonio Esposito Ferraioli, bene confiscato alla criminalità organizzata. Il rogo ha distrutto circa quattro ettari del «Museo vivente della biodiversità», cancellando centinaia di alberi e compromettendo anni di lavoro portato avanti da volontari, associazioni. L’incendio avrebbe danneggiato anche parte dei confini della masseria, con il rischio che alcune aree possano tornare maggiormente esposte agli sversamenti abusivi. Preoccupazione dalla Cgil di Napoli e Campania, che ha sottolineato la necessità di non disperdere il lavoro costruito negli anni.